E' che li disegnano così.

Premessa: come pochi sanno, tranne un amico quasi-avvocato in pensione, il resto dei miei spassosissimi amichetti sono ingegnerS.
Percuilaquale difendo la categoria a spada tratta, nonostante tutto.

Studiare tedesco già non è cosa facile per me, donna gnucca. Farlo poi nella biblioteca di ingegneria diventa una miscion impozziball che anche il più temerario Top Tom Tapp ci si farebbe pipì sotto. Soprattutto se vuoi confonderti tra le menti superiori che bazzicano in quei luoghi.
Le ultime volte che ho scaraventato con violenza il mio 50cm di (ehi!) DIZIONARIO ho fatto nascere non pochi dubbi sulla mia reale provenienza accademica. Accademica ho detto.
Lo ammetto, ho il terrore che uno di loro, calzino bianco bene in vista, possa avvicinarsi e dirmi con voce stridula:
"Signorina, mi faccia vedere il tesserino per favore!"
e io "ehm..veramente non sono di ingegneria..." (anche te porcapupazzola 'azzo di ingegnere sei, nn lo vedi lo strumento del mestiere che mi fa le pernacchie?!)
e lui, armato di calcolatrice e tavola degli elementi, "cosaaaa?? lei non può stare qui! ma lei lo sa quanto fa radicedimillecentoventicinquemoltiplicatoquarantaseiallasecondafrattotre??"
"..."
"e allora deve uscire immediatamente!"
E io sarei costretta ad alzarmi e con la coda fra le gambe (ehi!) varcare quella porta mentre un paio di matricOlesOle con i fondi di bottiglia sugli occhi ridacchiano alle mie spalle e mi fanno le smorfie della risposta. Sbagliata peraltro.
Insomma non lo sopporterei. Ed è per questo che oggi mi sono portata economia da studiare, che almeno un paio di numeri qua e là ci escono pure per me.
In realtà io le salto bellamente quelle pagine ma questo loro non lo sanno. O un ingegnere sa sempre tutto?? Eppoi, ingegnere si scrive con la maiuscola??
Fatto sta che, tra una pagina e l'altra, ho origliato casualmente diverse conversazioni; bisbigli più che altro, ho fatto un po' di fatica in effetti.
Ho scoperto che gli ingegneri, soggetti infelici di numerose bazzellette, in realtà sono loro stessi artefici di molte di esse. (carenza d'affetto?!)
O meglio, la bazzelletta sull'ingegnere nasce da un primo ingegnere che ne racconta una "classica" ad un secondo ingegnere, che ahimè non la capisce. Strano davvero.
Siccome però mica è ingegner per una cippa, si scchpreme e si scchforza per capirla a tutti i costi. Così ci spara una filippica di ipotesi, tesi e controtesi che quando ha finito ci puoi scrivere un trattato ma della bazzelletta nessuno ci ha più capito un cazzo. Manco io che l'avevo capita subito. Che ridere però eh. Ooh fly..
Domani credo che andrò a studiare nella caserma dei carabinieri di fronte casa mia. Così sto un po’ più tranquilla.

















posted by Sireann @ 22:43 - martedì, marzo 30, 2004
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Sabato sera.

Yoghi has a little friend, Bubu Bubu..
Yoghi has a little friend, Bubububu...


posted by Sireann @ 22:34 - domenica, marzo 28, 2004
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Il cinema è in mezzo a noi.

Devo ammettere che avere un'amica come la Matilde porta notevoli vantaggi. Torte a parte, puoi fracassarti di risate prima ancora che si spengano le luci in sala e cominci il film, comico peraltro.
Quando esci pensi che forse è uno spreco pagare il biglietto. Ma io non lo pago in effetti.

Andrea: (...) si un rabdomante.
Mati: ah io lo so cos'è un rabldomante!
Andrea: un che?
Io: ach la dislessia! su ripeti con me. r-a-b-d-o-m-a-n-t-e.
Mati: r-a-b-d-o-m-a-n-t-e. Sono quelli che cercano l'acqua nel deserto. E li ho anche visti una volta.
Andrea: si, e dove?
Mati: al mare, da piccola.
Bipede: e cercavano l'acqua? al mare?! caspita non dev'essere stato per nulla facile!
Io: Mati cara, il fatto che ci sia sabbia nel deserto e sabbia sulla spiaggia non indica affatto che siano la stessa cosa. credimi.
Mati: forse cercavano qualcos'altro. conchiglie, chissà.
Andrea: e allora non erano rabdomanti.
Mati: si invece. senti uno ora non può cercare quello che vuole?!
Io: su su pure voi, lasciatela stare. dai zitti tutti che inizia il filmz..

Un'ora e mezza dopo.

Lo ammetto, Ben Stiller è un principiante.















posted by Sireann @ 17:58 - sabato, marzo 27, 2004
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Ha ragione Albè quando dice che sono egoista, non debole, bene attenti. Però io debole mi ci sento. La paura c'è davvero ed è indice di debolezza non egoismo. Non sono perfetta, che non è un pretesto per sbagliare ma un'ammissione di colpa. Mettere le cose a posto dopo tanto tempo richiede uno sforzo notevole, che solo una mente serena sa fare. Ma la mia serenità manca proprio perchè non so sistemare queste cose. Ecco il cane che si morde la coda. Uffa.
posted by Sireann @ 22:26 - mercoledì, marzo 24, 2004
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Ho finito di leggere il libro di Ammaniti, Ti prendo e ti porto via.
Due ragazzini, Piero e Gloria.
Due adulti, Graziano e Flora.
Vite travolte e stravolte da comiche e tragiche coincidenze. Tutti hanno ragione, tutti sbagliano. E' il reale.
Bellizzimo.

Gloria andò in cucina a prendere il disinfettante e il cotone. Come le piaceva fare l'infermiera! Lo medicò mentre Pietro si lamentava che era una sadica, che gli versava più disinfettante del necessario.
"Adesso ci vediamo la fine del film, poi ti fai un pisolino e più tardi si pappa. Ti piacciono i tortellini con la panna?"
"Si" disse Pietro, sperando che il paradiso fosse proprio così.
Niente di diverso. Un letto caldo. Un video. La gamba della ragazza più bella del mondo da sfiorare. E i tortellini con la panna.








posted by Sireann @ 13:20 - lunedì, marzo 22, 2004
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Il Disertore è amico mio.

Ieri sera il milite ed io abbiamo deciso di non uscire. L'ho capito da come si è vestito.
Io mi ero acchittata per benino. Jeans, magliettina aderente e reggiseno miracoloso.
Lui, jeans verdi sotto un maglione blu classe 1986. Usato. Penso risalga ai primi anni d.C. (spetto esca The Passion al cinema per averne la conferma).
Mi ha portato il gelato artigianale, dice per farsi perdonare di non avermi portato i vecchi Ratman ma io credo sia stato per sfuggire all'assaggio obbligato della torta. Siccome però mi ci sono impegnata tanto ho voluto che ne portasse comunque via una fetta.
Stamattina mi ha assicurato di aver mangiato la crosta. Forti dubbi restano.
Il milite è un tipetto tutto particolare, il costanzosciò poi ha dato la mazzata finale. Di solito mi fa scompissiare dalle risate perchè è sfigato (in senso buono eh) almeno quanto me, se non di più. E poi è il mio modello universitario per eccellenza. Rendo l'idea:

"sono andato in università oggi" mi dice.
"ah caspita e come mai??" gli dico.
"ma perchè mi fate tutti la stessa domanda?!" seccato.
E aggiunge "ogni volta che vado in università mi rendo conto di non conoscere più studenti però i professori sono miei ex-compagni di corso"
"schhh abbassa la voce, che se ti sentono i miei non ti fanno più metter piede in questa casa"

Queste cose a me mi tirano su una cifra. (pleonasmo! pleonasmo!)
La serata è trascorsa tra Iene e MaidireGF e, tralasciando la disgustosa esternazione di Patrick sul pavimento, ci siamo scompissiati alquanto.
Bene bene, oddio ci sono quei fumetti mancati, il cazziatone finale, e la fuga dalla torta, ma babbè alla sua età glielo si puo' perdonare.
Però non so io già medito vendetta.














posted by Sireann @ 17:41 - venerdì, marzo 19, 2004
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So maga. Io.

Non lo dite alla Matilde eh...schh...ma ieri ho riprovato a fare la torta di sabato.
Ed è riuscita! Anche se la gente è malfidata e diffida.

Stasera devo uscire col milite pennuto (nds: alpino) che mi fa:
"che famo stasera, cena o dopocena?"
"come vuoi, tanto mi devi passare a prendere comunque" faccio io cazzutamente.
"allora ti chiamo dopo quando ho deciso"
Poi aggiungo, "ah ho fatto una torta ieri, te la faccio assaggiare"
"per la torta ho gia deciso. no. grazie però."

Ci metto mica niente io a farmi nuovi amici.







posted by Sireann @ 11:47 - giovedì, marzo 18, 2004
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Papà ci fa un baffo a noi.

I miei genitori sono tornati dalla brevizzima vacanza nel sudditalia.
Ci sono andati perchè sabato era il compleanno di un po' di membri di famiglia, tra cui papino.
Fatto sta che alle cinque di ieri pomeriggio sono rientrati. Prima mamma, poi papà.
E' stato un attimo.

"papà che hai fatto?!?!"
"che ho fatto??"
"muuuuuuuuuuutter che ha fatto papà??!"
"mi sono solo accorciato i baffi e tinto i capelli"
"solo?! oddio sembri Hitler"
"bene se non ti piaccio me li tolgo del tutto"

Dopo circa un quarto d'ora mio padre era senza piu' un pelo sotto il naso. Una visione agghiacciante, io che ho sempre creduto che lui ci fosse nato coi baffi (un po' come costanzosciò). Tra l'altro ho scoperto che ha un labbro superiore di cui ignoravo l'esistenza. La tinta dei capelli lascia assai a desiderare, un grigio topo strano, come se il topo avesse subito una mutazione genetica. Forse anche papino l'ha subita.
La stessa mia reazione l'ha avuta mio fratello alla vista del new papi, con la differenza che lui ha poi aggiunto "no che impressione, non ti si puo' guardare in faccia!". Troppo tatto ci ha messo.

Ci siamo seduti a tavola, tra mozzarelle, provole, salsicce e friarielli, gentilmente concesse dal parentado terronesco, quando newpapi fa:
"non sapete poi che ho fatto sabato sera, mamma mia che ridere, ahahah"
"piu' di così??!" ribatto.
"per il mio compleanno zio mi ha offerto una seratina nel locale di un suo amico"
"azzo! che consisteva in?"
"tavolino prenotato, bottiglia di spumante e generoso strip" (eeeeeeeeeh?!).

Credo che di aver perso i sensi. Al mio risveglio, tra i sali, ho ripensato al mio sabato sera.
Serata tranquilla a casa di amici a giocare a Cranium.
Poi ho ripensato a quella di mio fratello.
Serata tranquilla a casa a giocare a Trivial.

E' proprio vero che la vita inizia a 50 anni.


















posted by Sireann @ 14:39 - martedì, marzo 16, 2004
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Per la prova del cuoco ci vuole ancora un po' di pazienza.

Matilde che chiama.
"Vieni da me a fare una torta?"
"Volentieri" le dico "ma è quella che non ti è venuta settimana scorsa?"
"Si, ma stavolta mi sono fatta dare la ricetta giusta"
"Babbene, non voglio sapere per quale oscura ragione l'altra volta hai usato quella sbagliata. Ci vediamo dopo."

Suono. Mi apre.

"Ciaaaaaaaaaaaaaao"
"Cià"

Non ho nemmeno il tempo di togliermi il cappotto e..

"allora prima cosa, il tuorlo e l'albume. Qual è il rosso e qual è il bianco??"
"ommioddio posa quella forchetta!"
"no è che sul ricettario non scrivono rosso e bianco, sarà perchè è del '76"
"ommioddio moriremo tutti!"
"dai questa è la terza volta che ci provo, dammi una mano, è difficilità tre"
"eccheccazz almeno l'italiano Matì! difficOltà si dice, sembri mia madre."

Ci apprestiamo a fare l'impasto del pan di spagna e..

"non ce lo mettiamo il lievito?"
"c'è scritto sul ricettario?"
"no"
"e allora no"
"ma se poi non cresce, dai mettiamocelo lo stesso"
"no"
"se poi non cresce è colpa tua!"
"no sarà il prezzo da pagare per aver osato avvicinarti alla cucina."

Finiamo l'impasto e mettiamo tutto nel forno.

"Mati perchè la teglia perde??"
"perchè non si chiude bene ai lati"
"si ma così cola tutto l'impasto, grazie che non cresce, non c'è!"
"tu dici? ma io non ne ho un'altra"
"non vorrei essere pessimista ma non penso che questa torta riesca"
"dai speriamo di si invece, ha un bel colore"
"solo perchè l'hai annegata nella menta"

Dopo un'ora, passata a controllare costantemente le condizioni della colata, decidiamo che possiamo liberare la cosa da quello strazio.

"è cruda Mati"
"naaa va bene così se no poi si brucia, mettiamoci la glassa"

Si fa sera, arrivano gli ospiti, decide che vuole servirla. Si salvi chi può.

"ho fatto una torta, volete assaggiarla?"
"si, che carina!" gli ignari.
"occhei allora prendete i cucchiaini. Potete mangiare solo la superficie, fino a un centimetro al massimo."

Lo confesso. Non era male, la nutella.



























posted by Sireann @ 15:37 - domenica, marzo 14, 2004
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Ma chi sono io?!

Cioe' io adesso non vorrei vedere segni della mia stranezza ovunque ma carta canta.
Compro giornaletto del mio eroe plefelito (Bipede siediti, non sto parlando di te) e leggo appassionata un'altra delle sue imbecilloidi avventure.
Il ratto è rinchiuso in un carcere di massima sicurezza e ovviamente, come tutti i carcerati, ha un numero di riconoscimento cucito sulle chiappe. Otto otto cinque sei.

"Uhm...otto otto cinque sei...otto otto cinque sei...uhm..dove ho già sentito questi numeri?!"

Ohpoccaloca!

"ma era il mio interno in ufficio!!"

Troppe concidenze.



posted by Sireann @ 15:07 - venerdì, marzo 12, 2004
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Vengo anch'io. No, tu no.

Io: i miei partono questo weekend per il compleanno di azzìa e allora sai stavo pensando se...
Bipede: no senti eh io non posso proprio venire questo weekend!
Io: ..fosse il caso di andarci anche io.





posted by Sireann @ 12:46 - mercoledì, marzo 10, 2004
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Il tortino salvò l'uomo dall'oblio.

E' un atto di coraggio andare a lavorare la sera dell'8 marzo, festa della donna. E' un po' come dire "io me ne sbatto che mi fate la festa per dimostrare che abbiamo pari opportunità (che poi mica vero, io mi sento 10 spanne sopra..beata modestia!) .." e via con tutti i contradditori blablabla a seguire.
Insomma, mi sono andata a guadagnare la pagnotta hostessggiando a una cena di beneficenza (poco sarcasmo, la beneficenza non l'hanno fatta a me).
Già mi hanno fatto alquanto imperbolare quando ci hanno detto che l'appuntamento era alle 17.00. Ben due ore prima l'inizio ufficiale.
Manco dovessi cucinare io, il che ovviamente prevederebbe una settimana d'anticipo. Forse due.
Ma non paghi di tale scassamentosdecojones (poliglotta io) hanno pure deciso di farci svuotare giusto quei quaranta scatoloni di giornali e riviste, piegarle e metterle in bella mostra. Si sa mai che un pazzo piromane voglia dare fuoco a tutto, mica la trova la legna a Milano. "Non penserai mica che una persona
dotata di cassa cranica piena si porti via tutta quella roba?!" dissi io. Enfatti no.
E via a rimettere apposto tutto come se nulla fosse successo. Ma è successo. E io non dimentico.
Ma la perla della serata non è tardata ad arrivare.
Il piano delle organizzatrici doveva essere questo: mettere i segnaposto ai tavoli numerati entro le 19.00.
Il piano claramente non è riuscito, perchè: i segnaposto con i cognomi di duecento persone erano in ordine sparso e scritti su cartoncini che manco a sputarci sopra in cinquanta si separavano, vatti a raccapigliare.
Una volta messi i segnaposto si sono rese conto (ohibò) che sui tavoli non c'erano i numeri, o meglio, nel frattempo i camerieri li stavano mettendo sì, ma a caso. Vatti a raccapigliare.
Ore 19.15. La gente entra, "io sono al tavolo n° 6" "ehm.." nessuno era dove si sarebbe dovuto trovare. Il panico prende il sopravvento, l'ira di molti anche.
Decidono di attuare il piano B. Mandare tutti a prendersi un bell'aperitivo mentre noi ci raccapigliamo.
Dopo circa un'ora la sala è pronta. Diggià?!
Per scusarsi dello sclero procuratoci alla nostra tenera età (ho disimparato pure l'alfabeto)
l'organizzatrice ci promette una succulenta cena. Decidiamo quindi di rubare il menù degli ospiti, recitava così:

Astice al vapore con ortaggi croccanti, erbette, e infusione al basilico.
***
Risotto con piselli e gamberi rossi.
***
Filetto di branzino d'altura arrostito con aromi secchi e primizie.
***
Tortino al cioccolato e amarena con gelato all'arancia.
***
Caffè e frivolezze.
***

Arrivò:

Tramezzino con pomodoro e mozzarella. Ghiacciato.
***
Tramezzino bresaola e maionese. Ghiacciato.
***
Tramezzino vitello e maionese. Ghiacciato.
***
Patatine crick crock. Di ieri.
***

Solo dopo aver approfittato di nostre importanti conoscenze nel mondo culinario siamo riuscire ad
avere almeno il tortino. Che era la fine del mondo.
Quella che ora faccio venire giù io. Fletto i muscoli e sono nel vuoto.



































posted by Sireann @ 12:02 - martedì, marzo 09, 2004
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L'ulcera bollente.

Io: mutter leggi leggi, ho scritto il biglietto d'auguri azzìa!
Mutter: ennò ma io non ce le ho mica tutte queste malattie. E' tuo padre questo!


Io: papà leggi leggi, ho scritto il biglietto d'auguri azzìa!
Papà: mmh..questo sì, questo sì, ennò ma l'ulcera non cell'ho però!

Si occhei ma dico io saranno state 50 righe di biglietto, eccheccazz. Su mostratemi quanta autoironia scorre (lenta) in voi. Papà, no ti prego nascondi il pancione.





posted by Sireann @ 22:18 - domenica, marzo 07, 2004
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Sex-confession on air. Fuori uno.

"...lo faresti l'amore con me?" disse un MisterT.
"e tu lo chiedi al primo appuntamento?!" disse una me.
"naaaa c'eravamo già visti una volta!" (così per caso da lontano in una stanza tra mille persone ma vale eh) mi cazzia MisterT.

E così, zezzualmente parlando, comincia la serata confessionale col mio amico MisterT, che in questo periodo c'ha una felice tresca pornoromantica con una fanciullaullallà. Che io so e voi no.
Premetto che sono felice come una bimba che vede per la prima volta il suo Sbrodolino che le vomita addosso (e cazzo mamma gli aveva appena cambiato il pannolino, schifoso di un bambolo senza istruzioni).
Era ora che uscisse dal tunnel della pippa. Mentale.
E non.
Uno perchè se lo merita che e' un granpezzodihacker e in un paio di occasioni è persino riuscito a spiegare A ME gli oscuri misteri del mondo piccì, eddue perchè tra l'altro mi ha confessato (senno' che cippa di serata confessionale era) di avere notevoli doti di amatore e mai vorrei che cotanta virilità venga castrata o peggio ancora sottratta alla gioia delle signorine. Che c'è tanto bisogno d'affetto (si chiama così no?) in questo mondo pieno di cacca e di tedesco.
Per cui nonostante le difficoltà che imperversano sulla situazione ho detto sì. Approvata.
Che tanto con sto popò di frasi a effetto tempo due settimane e lei gli stramazza ai piedi con la bava alla bocca e gli occhi a cuoricino.
Poi si è parlato di me.
"e tu come stai?"
"bene.." "ma parliamo di te, parliamo di te" (citazione...)
"..."

Bella serata. S'ada rifà.













posted by Sireann @ 20:01 - sabato, marzo 06, 2004
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Siamo gente di siffatta cuttura noi. Mica pizza e fichi.

Iniziamo col dire che gliene abbiamo date una fracca di mazzate. Alèohohalèohoh.
Il pongo nelle mie mani era come il mondo per il demiurgo. Fionde e ciabatte infradito prendevano vita come se avessi fatto questo da sempre.
La Matilde mimava meglio di un mimo e imitava i uipps meglio di un bagaglino-uipps. Io ho fischiettato motivetti famosisì famosinò così bene che NonnoSanremo me lo piscio tutta la vita. La Matilde ha finalmente aperto gli occhi (o meglio li ha chiusi) sul fatto che è troppo più brava a disegnare al buio. Ma le torte no, quelle popo non le sa fare. E luce fu.
Io me ne sono uscita con uno Zefiro che soffia sulla Venere di Botticelli che ancora ora et per semper mi chiedo/erò se ho imbrogliato. Ma cazzo no. Poi però ripenso che ho sfracellato la mia dignità sull'anagramma di aforisma. E ancora rosico. Vedi? vedi? aah la mente umana, questa sconosciuta.
Gli avversari, bwahahahah. Vi basti sapere che l'imitare Rita Pavone, ignota ai più, li ha visti fare cerchi all'altezza del culo a ricordare un'improbabile ventaglio e mugugnare istericamente come una gallinella. Pardon un pavone. Uno spettacolo assolutamente raccapricciante, ma spassoso troppo.
La vittoria è stata consacrata da un mio personalissimo exploit. Caduta ripetutamente nelle prime manche sulle parole al contrario (fanculo provateci voi a capovolgere RODODENDRO in un minuto)(senza scrivere eh!), il destino ha voluto farmi la grazia sul finale. Tutto sulle mie spalle.
"Stavolta ti aiuto" dice la Mati.
"Sto zitta" mi chiarisce.
Tensione che sale, adrenalina su e giu, o forse era la cena. Mi alzo, libero la mente (ciambelle..ciambelle..ciambelle..), attendo il fischio dell'arbitro insieme alla parola da rigirare.
Avversario#1:
TRENINO.
...
O-N-I-N-E-R-T. ! ! !

Alzo le braccia al cielo, la Mati spalanca la bocca incredula, poi si alza, mi fa cenno di metterle le mani sulle spalle (pork quanto cazzo e' alta facciamo il contrario) e incomincia il ballo.
Peppeppeppeppepeeeeeeeee Peppepeppeppepeeeeeeee Ciuuuuuuff Ciuuuuuff!!

Un minuto di silenzio.
Capire gli sconfitti è segno di sportività.
Una pacca sulla spalla.
Poi.

NON VINCETE MAAAAAI NON VINCETEEEEE MAAAAAAAAAAAAAAI!!

Ristabilita la quiete, Avversario#2 chissà perchè ha deciso di ricontrollare le regole del gioco.
Occhei non abbiamo capito pressochè una cippa.
La prossima volta eh. *Pat pat*


















posted by Sireann @ 16:41 - giovedì, marzo 04, 2004
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La Sfida. II Parte

Allora, stasera ci riproviamo. Mi sono allenata tutta settimana coi disegni e con le molliche di pane, visto che di pongo ero sprovvista.
La Matilde dice di essere pronta, ha una fottuta voglia di vincere, ha addirittura fatto una torta per l'occasione.
Ma ahimè l'ha dovuta buttare perchè non commestibile. Primo grave errore, poteva tornarci utile dopo un'improbabile sconfitta. Comunque la tranquillizzo e le ribadisco che il pongo me lo lavoro io stasera.
Piano A.
Abbiamo culo, ci capitano le domande facili e/o a loro quelle difficili.

Piano B.
La valigetta degli attrezzi tecnici contiene:
° occhiali muniti di tergicristalli, anti-sputacchio.
° lacrimogeni.
°
due maschere antigas.
°
occhiali a infrarossi.
° bignami di storia e geografia.
° giornaletti zozzi.
Se non puoi convincerli, confondili.
° parrucca bionda, per poter mimare la velina bionda. (essendo questa altrimenti indistiguibile dalla mora)
° parrucca mora, per poter mimare la velina mora. (essendo questa altrimenti indistinguibile dalla bionda)
° un asso nella manica (che serve sempre), da sfoderare sgignazzando molto poco moderatamente sul muso degli avversari a fine gara. Il mio preferito, picche.
°
un campione di pipì della Burba. Che in caso di sconfitta stasera il pongo sulla moquette non credo possa bastare.

E ora andiamo a dare mazzate.

















posted by Sireann @ 15:53 - mercoledì, marzo 03, 2004
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L'inferno sono gli altri.

(Sartre)

posted by Sireann @ 18:26 - lunedì, marzo 01, 2004
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