Sul tetto che scotta

Papà non mi chiede mai niente. Certo, fare il mio dovere di studentessa modello e ragazzina per bene, tutte cose che qualunque padre chiederebbe alla propria figlia, no?
Ma stasera qualcosa è cambiato. Una richiesta insolita, di responsabilità, addirittura pericolosa. La mia incolumità, non tutta forse una gamba o un braccio, messa in pericolo proprio da papà. Forse ha avuto un terrificante rivelazione (sbagliata per altro): non passerò mai quell'esame di tedesco che da quattro anni ossessiona la mia vita e il suo conto in banca. E allora tanto vale utilizzarmi per risolvere delicati problemi domestici, situazioni altrimenti difficili da gestire.
Lo vedo che traffica con una scala fuori in giardino. Piove, il terreno è scivoloso e lui è in ciabatte. Mai altra combinazione di fenomeni è stata più rischiosa. Alza gli occhi al cielo.
"papà che stai guardando?" dico io.
"la canalina del gazebo si è otturata"
"come otturata?"
"non scende l'acqua vedi? con questa pioggia si sarà riempita di foglie e schifezze"
"e che vuoi fare?"
"va stappata, tieni la scala salgo sul tetto"
"ma papà mica ti regge la scala! e nemmanco il tetto del gazebo permettimi!"
Mi guarda e, come se fosse il cazzutissima Presidente degli States di Indipendence Day, mi appoggia una mano sulla spalla e dice:
"figliola, tu sola puoi salvarci dall'inondazione di merda e foglie mentre mangiamo in giardino"
Scatto sull'attenti ma immediatamente mi accorgo di essere in ciabatte anche io. Le mie preferite, quelle coi cani pelosi, grigi coi fiocchetti rossi sulla testa, regalo preso alla fiera dell'artigianato, troppo carini e li ho chiamat..babbe andiamo avanti..
"corro su a mettermi le scarpe!"
"stai attenta a non cadere per le scale.."
"..."
Trenta secondi dopo ero in cima alla scala che lui teneva fissa al terreno.
"che devo fare papà??"
"cerca il tappo e stappalo, ti passo la scopa"
Con una gesto a dir poco agile, diciamolo va, poco, mi lancia uno scopettino che per un soffio non mi centra in pieno il terzo occhio. Fortuna che non era lo scopettino del cess..
"trovato!"
"brava, togli tutte le foglie e lascia scendere l'acqua"
Mai visto tanta schifezza piovana passare tra le mie mani. Insomma mi ha minacciato esplicitamente, tutti testimoni.























posted by Sireann @ 23:07 - venerdì, aprile 30, 2004
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I suoi primi ventott'anni.

I 28 anni del Teolo, portati benissimo per altro, meritavano un regalo e un party coi fiocchi e controfiocchi. Per il regalo mi sono data da fare io, per il party pure. Eppoi non si dica che non sono un'AmicA con le A maiuscole!
Per prima cosa, quando si vuole fare un regalo azzeccato, uno di quelli che venga ricordato per tanto tanto tempo, bisogna spulciare per bene nella vita della vittima..ehm del festeggiato. Ho escluso quindi immediatamente la bambola gonfiabile. Sicuramente non ne ha bisogno.
Mi sono invece ricordata che tempo fa il nostro ha preso il patentino della moto. Ovviamente, da AmicA quale sono, ho pensato di regalargli la moto. Geniale eh? che ideona!
Sono andata in cameretta, ho rotto il porcellino (ho graffiato il parquet) e ho raccolto gli euro. Ho dovuto ripiegare su un monopattino, full optional però!
L'ho addobbato coi fiocchetti colorati al manubrio, il pupazzetto appeso alla canna, gridi di battaglia scritti ovunque, targa fatta a mano (!) e dulcis in fundo una spettacolare nonchè funzionalissima trombetta arancione. Che ce la invidia pure l'orchestra sinfonica della Scala. Ma ormai l'ho regalata al Teolo, non te la posso vendere Scala. Se vuoi però ti faccio la targa. No? babbè. Insomma uguale uguale alla moto che voleva.
Devo dire che quando il festeggiato ha visto quanto mi sono prodigata per lui è rimasto a bocca aperta, anche un po' asciutta secondo me ma non ho voluto ricordarglielo. Il fatto che mi abbia chiesto cos'avevo organizzato per la serata mi ha però dato a intendere che se l'era ricordato da solo. Non mi sono lasciata intimidire e ho buttato lì una prenotazione al japanese, sua prima proposta. Ho avuto coraggio lo so, a me fa impressione il pesce crudo. Da quando ho visto Nemo tagliuzzato e adagiato su un sushi in una cartolina bastarda dentro poi non ne parliamo.
Invece sono riuscita ad assaggiare un pezzettino di salmone crudo, rassicurata del fatto che Nemo non era un salmone ma un pesce pagliaccio. Tutto ciò, con le bacchette. Ho mangiato tutta la cena cine/jappo con le bacchette. E ho imparato da sola eh.
Dopo otto ore..no schezzo..dopo due ore abbiamo scelto un giro digestivo sui navigli. Notoriamente vuoti il sabato sera. Dopo otto ore..no schezzo..dopo quarantacinque minuti per cercare parcheggio (siamo stati fortunati, il ragazzo che abbiamo iniziato a pedinare si è spaventato ed è corso via liberando il parcheggio) io ormai avevo digerito. Un pezzettino di salmone crudo si fa in fretta a digerire. Ma il rito dei navigli va fatto, soprattutto passare davanti al barcone del video di Dedicato a te delle Vibrazioni. E poi dicono che a Milano non c'è nulla da vedere.
Bella serata, sono contenta che il regalo sia piaciuto. Per un attimo avrei voluto tenerlo per me e dire al Teolo che mi erano entrati in casa i ladri di nuovo e si erano rubati il suo regalo. Ma un'AmicA con le A maiuscole queste cose non le fa. Poi mi sa che aprendolo l'ho rotto visto che non si chiude piu.









posted by Sireann @ 11:37 - lunedì, aprile 26, 2004
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Rivoglio anche io la mezza stagione.

Mi arrendo. Non ho più l'età per fare certe cose, me ne devo fare una ragione.
Lavarsi i capelli, spaparanzarsi in giardino praticamente in costume nella speranza di abbronzarsi a tempo di record e asciugare al sole la chioma bagnata.
Cose da pazzi. E ora eccomi qui, con un principio di paresi facciale, un accenno di mal di testa e nevralgia in corso.
E ora scusate, vado a prendere un'aspirina.




posted by Sireann @ 18:48 - mercoledì, aprile 21, 2004
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Mexico antidepressivo.

L'aperitivo ex stagisti è sempre cosa gradita. Ci si rivede dopo un po' di mesi, in effetti ricorda un po' la rimpatriata di classe, si ha sempre qualcosa da raccontarsi, il lavoro, le tesi, i cambi città, i cambi marito e/o moglie, etc etc. Non si sa pecchè io sono sempre quella che non ha un cazzo di nuovo da dire.
D., il mio stagista, ha trovato lavoro, non gli è piaciuto e ne ha iniziato un altro.
R. si è stirata il capello, è andata in Malesia e ha cambiato findanzato.
F. ha finito la tesi e fra due settimane si laurea.
B. et compagno domani partono per la Spagna.
F. sta facendo un corso in Svizzera di due mesi per poi tornare a lavorare in Messico.
Io domani sto a casa a fare quello che ho fatto ieri e che farò dopodomani.
Però mi sono acchiappata la maglietta più bella tra quelle che ci ha carinamente portato Fernando. Quella dell'Hard Rock Cafè di Gualarajara, Mexico.
Emmarameo a tutti.

Errata corrige/ la mia fichissima maglietta è di Guadalajara.










posted by Sireann @ 00:42 - domenica, aprile 18, 2004
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Pasqua con chi vuoi.

Sabato. Il giorno prima.

Io: a ghe ora pardiamo?
Albe: verso le 17, così arrivate per ora di cena. Io intanto vado giù prima che apro la casa e accendo il riscaldamento.
Io: eggo bravo, ghe ho già il laffreddode, zi zente?

Domenica. Pasqua.

Teolo che mi passa a prendere alle 17.00 in punto, io che sono pronta e che non mi sono dimenticata niente a casa, stavolta ne sono sicura, sono le prime cose che avrebbero dovuto subito insospettirmi. Ma sono distratta dallo sconcerto e dalla mia nuova borsa da viaggio rosacoifiorigialli. Non ho mai avuto una borsa così, è anche meglio di un uovo kinder sorpresa gigante.
Partiamo alla volta di Bergamo per recuperare il terzo magnifico e andare sul lago, Garda.

"dove abita Andrea?" chiedo. (con meno raffreddore, si sente?)
"in zona Ospedale" il Teolo.
"li c'è il cartello Ospedale, chiamalo che siamo arrivati"

Dopo 20 minuti non eravamo ancora a casa di Andrea.
Prima lezione. Se vedo un cartello non è detto che sono dove dice il cartello.

"Andrea scendi?"
"si ora arrivo, ma avevate detto alle 18 a Bergamo!"
"sono le 17.50, problemi?"
"no ma io avevo considerato le 18 al casello e 15 minuti per arrivare da me, quindi siete in anticipo di ben 25 minuti!"
"ok la matematica la sai, ora scendi"

Carichiamo il suo bagaglio in macchina....
"di chi è la borsa di Candy Candy?"
"..."
e partiamo alla volta di Garda Lago.

"per riprendere l'autostrada?" chiede il Teolo.
"fai la rotonda e torna su" dice Andrea.
"abbiamo qualcosa da mangiare per il viaggio??"  io.
"uhm..no..hai ragione..dai parcheggia. Salite da me a prendere un caffè e una fetta di colomba. Recuperiamo pure qualcosa per il viaggio"
"bene il tempo di una rotonda e siamo già fermi di nuovo" sentenzia il Teolo.

Dopo mezz'ora, due caffè, tre bicchieri di vino, quattro fette di colomba (buonizzima), dieci pacchetti di Cipster, un pacco di Saccottini e sei succhi alla pera,
decidiamo di rimetterci in viaggio. Ma non prima di aver chiamato il padrone di casa, che si doveva essere anticipato per riscaldare casa.

"Albe dove sei?"
"in montagna"
"..."
"sto partendo ora per il lago, fate pure con calma che altrimenti restate fuori"
"prega pure con calma di arrivare prima e che la casa si riscaldi in un nanosecondo altrimenti ti spezzo le ossicine e ci faccio un falò per riscaldarmi"

Arriviamo al lago alle otto e mezza passate, ci accoglie un MagikoAlbè in completo scuro. Minchia che accoglienza, penso.

"ma voi vi vestite così a Pasqua??" ci dice un po' schifato.
"si. fa freddo. ora t'ammazzo" rispondo un po' seccata.

Il termometro della casa da i numeri meglio di un banditore del lottoalleotto. Ma sono distratta dalla mia nuova borsa rosacoifiorigialli, mai avuta una borsa così, e riescono a fregarmi. Per cena avevamo previsto un ristorantino sul lago, poi abbiamo ripiegato su quattro piadine a domicilio e un uovo di Pasqua gentilmente regalatomi dal padrone di casa. Buonissime/o.
Ci siamo spiattellati davanti alla tivvì con nell'ordine: prima sequenza di corti d'autore, Fantozzi, Shining. Alle due, finito il film, abbiamo intavolato un pokerino con sottofondo la seconda sequenza di corti.
Dopo quattro ore e mezza di gioco ho perso 5 euro. Ma Albè è stato un signore e non ha voluto un euro.
Alle 6.30 andiamo a ninna. Il tempo fa cchifo, la grigliata non si fa.

Lunedi. Pasquetta.

Albè, che c'ha il fuso della caserma addosso, si sveglia e MI sveglia alle 9.30.
"vado a correre" mi dice.
"bwahahahahahahahahahahahahahahahahah" abbozzo un sorriso e mi riabbiocco.
Mezz'ora più tardi, dice lui ma potevano essere passati anche solo 5 minuti, ripiomba in camera. Mi ri-sveglia.
"vado a fare la spesa" mi ri-dice.
"yaaaawn" annuisco e mi ri-riabbiocco.
Mezz'ora piu tardi, dice lui ma poteva essere passata anche un'ora, ripiomba in camera e cchecazz!
Mi alzo e scendo a fare colazione, mentre gli altri due magnifici ronfano più o meno beatamente. E ronferanno fino alle tre del pomeriggio.
Mentre mi faccio i due saccottini che mi spettanto di diritto Albè mi tira fuori l'arco e le frecce. Troppo avanti l'alpino.

"è il mio sport questo!" dico con orgoglio impugnando l'arco.
"avvicinati al bersaglio e non mirare alto. C'è un campeggio di fronte, se ammazzi qualcuno t'arrestano e chi lava i piatti?!"
"..."

Le prime frecce vanno un po' dove gli pare a loro, ma secondo me è perchè non sono professional. Le frecce. Un po', un bel pò, di tiri dopo riesco a fare persino un centro pieno! E' decisamente il mio sport. Due, solo due, tiri dopo mi rincula la corda sul braccio per ben tre volte. Ora è tutto blu. Ma Albè dice che è tutta una questione di concentrazione. E a me scappa da due giorni, non riesco proprio concentrarmi.
Mi arrendo e decidiamo di andare a farci un giro al lago. La spiaggia, l'isolotto, la gente, tutto bello. Al rientro troviamo i due magnifici in piedi con ancora la faccia rigata dal cuscino e i lividi blu di una decina di tiri con l'arco. E a loro non gli scappava.
"mangiamo?" la mia ideona "sono già le cinque"
Alle cinque e mezza pranziamo con uno spaghetto tonno e olive buonissimo, non per altro l'ho fatto io.
L'abbiocco post-pranzo è strozzato dalla visione di Tre Uomini e una Gamba. Io avrei preferito rivedere Shining ma mi hanno costretta minacciandomi con un succo di frutta preso dal frigo di Albè. Pericolosissimo.

"pokerino pre-partenza?"
"andata!"
Un'ora sola e ho vinto 1 euro e 20. Mi ci pago un'ora di parcheggio. Albè anche stavolta è stato un signore e mi ha fatto pagare da Andrea.
Il viaggio di ritorno è stato un po' movimentato, fisicamente avevo la nausea e mentalmente eravamo indecisi su quale traffico prendere. A mezzanotte ero a casa, felice come una Pasqua a svaligiare la mia nuova borsa rosacoifiorigialli. Mai avuta una borsa così.

 












































posted by Sireann @ 14:08 - martedì, aprile 13, 2004
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Il tempo passa per tutti. Anche per i parcheggi lineabianca.

Ricordo via Melchiorre Gioia due anni fa. Parcheggi lineabianca pullulavano qua e là come pioppi a primavera. Oggi non è più così. Peccato però che io sono venuta a saperlo solo stamattina!
Erano tre giorni che ripetevo al mondo di casa mia "no no ci vado in macchina, tanto un paio di vie ancora free ci sono". C'erano, ci furono, ci essero. Trapassatissimo remoto di tanto tempo fa.
Nella mia ignoranza stamattina mi sono alzata alle 6.00 (pork!), sono uscita alle 6.50 (pork!) per evitare la marmaglia di milanesi in tangenziale e accaparrarmi con orgoglio un posto nel paradiso dei parcheggi color bianco cadeggio. Ero così fiduciosa, anche se erano le sei del mattino e avevo un cazzo di sonno. Ci ho messo venti minuti ad arrivare; quaranta per scoprire che le cose erano cambiate. Sia chiaro di posti ce n'erano, azz se ce n'erano, ma erano di tutt'altro colore.
"Babbè vorrà dire che pagherò oggi", mi son detta, sempre con orgoglio.
1 euro e 20 all'ora. Uhm..dunque per 10 ore fa..12 euro?!?! Sticazzi.
Ho scelto la via della trasgressione estrema. Il marciapiede.
Per la macchina! ..quanta malizia...

 








posted by Sireann @ 20:27 - lunedì, aprile 05, 2004
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A tavola.

Guardando Smallville.

Mutter: quello chi è, Superman?
Io: si, Clark Kent. Ora lo stanno saccagnando di botte ma vedrai che si riprende.
Mutter: ah, ma deve mangiare qualcosa di particolare per diventare forte?
Io: no mà, quello è Braccio di Ferro.

(...)

Io: mamma..
Mutter: che c'è?
Io: ho quasi paura a chiedertelo...
Mutter: dai dimmi, non ti faccio niente.
Io: sasasasa.. è che non so cosa potrei fare io a te, comunque mi faccio coraggio e te lo chiedo lo stesso. Perchè cacchio stai raccogliendo i semini dei mandarini da tutti i piatti di famigghia?!?!
Mutter: perchè dopo li vado a piantare in giardino.
Io: ah ecco, c'era aria di cazzata abissale nell'aria in effetti. Frato è uscito, dovevi essere pefforza tu.










posted by Sireann @ 16:15 - sabato, aprile 03, 2004
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