Lost 'n Found. Lost Holidays.

"British Airways buongiorno"
"Well, I lost my bag...sigh...sob.."
"May I have your file reference number please?"

Etc. etc.

Insomma d'ora in poi se vi perdete un bagaglio con la British sapete chi ve lo ritrova. E d'ora in poi se la British annuncia un brusco calo di passeggeri in arrivo sugli scali italiani sappiamo anche quanta gente legge il mio blogghe. E so soddisfazioni.
Ebbene si, mi hanno presa al Lost&Found. A me, che mi perdo pure nella tromba delle scale quando cerco invano di riportare il cordless al suo posto. Ma poi mi ritrovo sempre.
Fortunatamente però le valigie non rischiano l'atroce morte per fame in un anonimo magazzino di chissà quale scalo internazionale, tranne il caso in cui ci si sia persa la gabbietta del felino, felino incluso. In tal caso c'ho giustappunto una sexy gatta che può sostituire il missing bag.
Da qualche giorno poi mi sono ritrovata a parlare un italo-inglese che manco a Oxford lo capiscono, chessò tipo "è molto busy al momento" o"tomorrow sono at home" o ancora "boss but the feries??" (e su quest'ultima stenderei un velo very very pietoso) per entrare nel mood. Oggi ad esempio per integrarmi meglio al gruppo di colleghi mi sono pure portata il pranzo da casa, come fanno le brave lavoratrici, dice mamma.
"Me lo prepari tu, mamma?" dico io. "No" dice lei. "Compro il panino al bar 4 euro?" dico io. "Ti ho preso i tramezzini di plastica al supermercato, 1 euro" dice lei. "Ah mamma modello che non sei altro!" dico io, riservandole un sorrisone a 72 denti.
Se mi ricoverano per intossicazione da tramezzino ai gamberetti fate arrestare mamma.

Purtroppo non è ancora giunto il momento di prendere la telefonata del pap (pap, gerg. passeggero) incazzato nero, quello che aspetta il bagaglio da tipo una settimana e lui è tornato a casa solo da un paio di giorni. Prima o poi ci crederà anche lui, è tutta una questione di state of mind.
Credo che potrei avere due tipi di reazione al singolar tenzone:
- scoppiare in un pianto isterico passando la cornetta a Pier (a breve anche il cast completo dell'office) singhiozzando un heeeelp! e sgocciolando dal naso. Poi svengo.
- scoppiare in una cazziata italo-inglese con spiccato accento diggiù rimediando una denuncia e l'immediato licenziamento. Almeno andrei in vacanza.

In tutto ciò sto preparando diritto, che mi aspetta al varco fra quindici vicinissimi giorni. Ma sono ottimista, quando il tempo stringe e soprattutto quando papà decide che me la pago da me, gli esami sono tutti onda verde.
Tanto per stare più tranquilli, pregate peppiacere.

Ci vuole calma e sangue freddo, calma oooh....












posted by Sireann @ 23:24 - mercoledì, giugno 30, 2004
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Offresi Ingegner nuovo di zecca. Senza zucca.

Dopo cinque anni di estenuante lavoro su se stesso, sprecato per la maggior parte, ecco che si laurea pure il Bipede. L'ingegnere più farlocco che io conosca.
La discussione era prevista alle ore 8.55am - sempre fastidiosissimo - in un'aula non ben definita del primo piano. Dopo un estenuante lavoro su me stessa ci sono arrivata, in ritardo chiaramente.
Laurea pure me?

"discussione ore 8.55am, aula 15. Proclamazione ore 16.30pm, ora locale" così parlò l'ingegner.

Entro, mi siedo, guardo le slide. Formule, grafici, numeri e anagrammi di parole impossibili mi facevano le pernacchie dall'alto della loro coerenza. Ho tenuto gli occhi aperti solo per guardare come si era agghindato il Bipede. Completo blu e cravattone multicolor aranciozzurro. Sempre sobrio il giovane. E' pacifico che non so nè il titolo della tesi nè di cosa parlasse esattamente, percuilaquale immagino che la lite scoppiata fra il relatore e la commissione a fine discussione fosse più che mai motivata. E io do assolutamente ragione a quello lì, si quello seduto in prima fila, glielo leggo in faccia si si.
A seguire lo abbiamo portato al primo aperitivo not very strong perchè è più bello se ti fanno Dott. che sei un po' ciucco. Che se cadi dalle scale c'è più probabilità di vincere il montepremi a Paperissima ora che precipitare nella torta nuziale è diventato demodé.

"ora andiamo a mangiare qualcosa e per la proclamazione torniamo qui alle 15pm, ora locale" così parlò l'ingegner.

Ore 15.00pm. Giunge inaspettatamente il tragico sms.
"Ma dove siete? Luca mi ha detto che vi hanno proclamato all'una! non vi ho visto..ciao.."

Panico. Mi sono svegliata dalle pennika per nulla?! Mi sono persa Futurama per nulla?! Niente montepremi?!
Il Bipede sbianca al volante, temiamo un attacco cardiaco e il conseguente spiattellamento sul guardrail. Nulla di tutto ciò accade ed esclama, con voce ferma "naaaaa mi hanno fatto lo scherzone! scemi io mica ci casco!"
Preme il piede sull'acceleratore e in meno di due minuti siamo davanti alla bacheca.

Proclamazione.
Ingegneria dei materiali Ore 12.30 aula15.

Laurea pure me?








posted by Sireann @ 21:56 - mercoledì, giugno 23, 2004
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Non c'è alcun dubbio. Sono in una botte di ferro.

I miei mamma e papà sono partiti.
Destinazione casa madre in terronia. Una settimana fuori e si sono portati pure Brizio grazzieaddio. La pace pareva calare sulla casa quando...

"ricordati di mettere l'antifurto quando esci"
"si papà"

Memore della visita pre natalizia dei signori ladri sono uscita barricando tutte le finestre e inserendo l'allarme proprio come mi ha insegnato papà.
Al mio rientro, all'alba delle 3 più o meno, spensierata come una faffalla me ne sono andata alla porta inserendo la chiave nella mascherina per disattivare la sirena.

Sbooom!

Ho spaccato tutto. Troppa potenza nelle braccia (I wanna thank gli spinaci di 4 salti in padella Findus..) e la mascherina si è rotta.
Prima parolaccia, sottovoce perchè è tardi, e mi sono diretta giù alla rampa del box dove c'è fortunatamente la seconda mascherina.

Inserisco la chiave.
Nulla.
Un minuto.
Cinque minuti.
Seconda parolaccia. Meno sottovoce.
Chiamo papà in viaggio.

"sono rimasta chiusa fuori.."
"come chiusa fuori?"
("ha perso le chiavi?!", mamma)
"l'allarme papà, questo schifo di allarme non si toglie!"
"ma com'è possibile? tuo fratello ci riesce sempre"
"..."
("dille di entrare dal box!")
"riprova, vedrai che poi si disattiva"
("dille di farlo suonare lo stesso!")
"no papà non hai capito. Le zanzare mi stanno mangiando viva ed è apparsa su una gamba la scritta Ritenta sarai più fortunata! ma credimi più di così, ne dubito!"
"è strano però.."
("dille di farlo suonare lo stesso!!")
"puoi spegnere mamma per favore?!"

Un quarto d'ora.
Nulla.
Terza parolaccia. Grido isterico ancora un po' meno sottovoce.
Mezz'ora. Mi arrendo.

Me ne sono andata a dormire dal Bipede che ha avuto pietà di me e non mi ha messo nella vasca da bagno.
Ci è andato lui.
Stamattina ho fatto saltare tutto per aria. Stanotte resto chiusa dentro ma almeno sono munita di Autan e piccì.



























posted by Sireann @ 21:12 - domenica, giugno 20, 2004
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Scappo dalla città, la vita, l'amore, le vacche.

Ora, io vorrei tanto raccontare il mio spassosissimo weekend sul lago di Garda. Ma in realtà non potrei perchè c'ho i segreti che non posso svelare pubblicamente. E no, non sono le mutande di Albè spacciate per un modernissimo costume a fiori. Questo lo posso svelare, soprattutto pubblicamente. Però faccio la gnorri e passo oltre.Tutto comincia una settimana fa quando Albè decide che devo andare al lago.

"chi siamo?" chiedo.
"io, te e Alessandra" rispondo.
"non vengo"
"si che vieni"
"no, non me la sento ancora"
"si che te la senti"
"voglio stare a casa a compatirmi"
"puoi farlo anche al lago e ti do anche una mano io"
"perchè mi fai questo?!"
"perchè ho bisogno che vieni, mi servi"
"nient'altro? chessò, un rene?"

Dopo un paio di telefonate e la promessa di donare il secondo rene all'occorrenza sono riuscita a far aggregare anche il Teolo e Andrea. Ora, spaiati ma in cinque, si poteva andare.

"parto finito il concerto, ci vediamo al lago" mi dice Albè.
"non vengo"
"ti assicuro che a mezzanotte se non è finito parto lo stesso"
"no non lo fai ti conosco e io resto per strada fino a notte fonda con i due scemi rischiando le mie beltà ogni nanosecondo"
"credimi non rischi nulla"
"..."
"per le due siamo al lago"
"ok"

Ore 5.30 am. Albeggia quando entriamo in casa. Silenzio di tomba, Albè sa di essere un uomo morto e non proferisce parola. L'indomani lo smacco verrà vendicato.
Sabato mattina ci fa trovare cornetti freschi a colazione. Non basta. Ci promette passeggiata sulla spiaggia con giro in canoa. Per tutta risposta prendiamo la palla dalla macchina del Teolo e ingiardiniamo il partitone.

"gioco anche io" ci dice sfacciato.
"Teolo tu che dici? lo facciamo giocare con noi?"
"si va bene" dice.
Palleggio. Palleggio. Schiacciata.
"basta sono stanca"
"anche io" il Teolo.

Ma non paghi di cotanta cattiveria assolutamente volontaria ci armiamo di Super Liquidator. Io, chiaramente, ho preso quello rotto. Al primo sputo d'acqua che lo centra altezza costume (per testare la veridicità di quella versione) si incattivisce eccessivamente e prende il secchio. Mezz'ora dopo siamo tutti e cinque lavati fradici. Chiaramente l'unica con le scarpe ero io. Ciaff ciaff. Chiaramente quando decidiamo di spalmarci al sole ad asciugare le loro beltà e i miei vestiti una nuvola enorme si apposta davanti al sole insinuando che io porto sfiga. Ma non è cosi', giuro. Giugliacci lo aveva previsto il brutto tempo nel weekend. E l'acquazzone che è venuto giù appena abbiamo allestito il barbecue era prevedibilissimo.
La domenica è stata più tranquilla. Teolo è partito all'alba per raggiungere altri amici, quelli sani di mente e Andrea ed io ci siamo occupati della spesa.

"andiamo a prendere gli spaghetti"
"si, prendete anche l'acqua per Alessandra"
"ok"

Montiamo sulle bici e partiamo alla volta del market. Io non tocco per terra, ad Andrea non funzionano i freni. Eppure arriviamo intatti.

"spaghetti presi"
"gelato?"
"andata"
"aperitivo?"
"andata"
"dixi?"
"andata"
"da bere?"
"chinotto?"
Schiaffo dritto dritto sul muso.
"aranciata?"
"andata"
"paghi tu?"
"no tu"
"andata"

Andare in bicicletta mangiando le dixi in due è assai arduo. Ma noi siamo stati capaci.

"siamo tornaaaaaaaaaaati"
"che stai mangiando?" un Albè veggente.
"gnente"
"idiota ti sento"
"e allora indovina!"
"hai preso l'acqua?"
"ehm.."
"..."
"..una patatina?"

Dopo essere tornati a prendere la bottiglia d'acqua l'ho incastrata per bene dietro la bici prevedendo il rischio di farla esplodere a un metro da casa. Ma Andrea ha ottimi riflessi. A tavola spaghetti aglioglioepeperoncino, che non ho fatto io, contenti?

"andiamo? ho sonno" dico.
"si due rifanno i letti e due lavano i piatti"
"letto!! letto!!"
"rifarlo! devi rifarlo!"

Alle quattro e mezza partiamo alla volta di Bergamo-Milano-Stazione. Mille ore di traffico ma sono riuscita a votare. What kiul.
Babbè e ora sveliamo il segreto di....noooo noooo il mio reneeeee!!





















































posted by Sireann @ 23:20 - lunedì, giugno 14, 2004
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I wanna thank.

I wanna thank Infostrada, che quando rivò l'addiesselle rimase basita più di noi ma si riprese immediatamente alle parole "qui non funge una cippa".

I wanna thank tutti gli operatori del call center, da nord a sud, che ci sono stati vicini durante tutto lo skazzo e lo straskazzo della difficile operazione.

I wanna thank il numero verde, che si è volatilizzato sul più bello (o più brutto che dir si voglia) convicendoci a disdire tutto il disdicibile.

I wanna thank Telecom, che pressapoco ha fatto la stessa cilecca. Ma con po' più dignità e per meno tempo.

I wanna thank papà, che cazzuto come sempre ha minacciato di chiamare Striscia e le Iene e di scrivere a Ciampi spaventando a morte quei poveri ragazzi dell'assistenza tecnica.

I wanna thank BrizioBrother, che stamattina si è svegliato rimorchione e ha ottunuto ragionevoli risposte dalla signorina call center.

I wanna thank l'addiesselle, che va.

posted by Sireann @ 21:24 - giovedì, giugno 10, 2004
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Animale da palcoscenico. Lo scarrafone di mamma.

Dunque, io me la tiro. Così dice mio fratello adottivo.
Adottivo ce l'aggiungo io che con quella faccia lì mica può essere mio fratello per davvero, anche se mamma giura di sì (ma mamma giura sempre anche di aver messo il sale nell'acqua percui non conta).
Forte di questa solenne verità e del fatto che mi sono venute le mie cose in anticipo per cui sono depressa, irascibile e dolorante manco dovessi fare la testimonial del Buscofen, ho detto no! ad andare a vedere il suo deBButto sabato sera in un locale nell'hinterland milanese per la spropositata cifra di 7 euris. Che già è uno strazio sentirlo ululare ogni giorno a casa, mò pure pagare mi sembra eccessivo eh.

"tanto vengono mamma e papà a filmare il tutto cosi' mi abituo a guardarti in tivvù"
(stronza, mi urlò)
"dai, come se poi li pagassi tu i 7 euro" dice mammina.
"giura"
"giuro"
"hai messo il sale nell'acqua?"
"si si"

Eh babbè ci vado.

"si papà ora ti do il resto"









posted by Sireann @ 14:28 - venerdì, giugno 04, 2004
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