Che vi devo dì.
Torno da Berlino con un biglietto della metro in tasca. Sento di doverlo tenere finchè qualcuno non mi illumini su come funzionano le metro li e per riflettere quando penso che un euro di biglietto a Milano mi sembra eccessivo. Due euri sono una cambiale.
Ricapitolando velocemente le mie suggestive vacanze natalizie vi posso dire che ho passato un felice Natale a Bologna da un Tottellino (nuovo nonchè brillante fidansato, ricco di senso dell'umorismo) che non mi riconosce il pesce spada nel piatto e se lo pappa tutto come fossero le sue tre sogliole, che mi sono abboffata come una porcella e che mi sono guadagnata un meritatissimo Cantatù come regalone di Natale. Ciò segna l'inizio ufficiale della mia carriera di cantante di karaoke e nemica indiscussa di BrizioBrother nella guerra degli starnazzi. I pranzoni e i cenoni mi hanno distrutto fisicamente ma sono serviti a compesare il sacrificio culinario che abbiamo patito in Tedesconia. Meritano un grosso ringraziamento invece i ragazzi del ristornate italiano "La Locanda" a Berlino che ci hanno salvato da un cenone di capodanno al Mac e ci hanno consentito di ripristinare tutte quante le papille gustative.
Il succo del breve discorso che farò è che Berlino è bella. Tranne arrivarci, è stato uno sfacelo. Un po', un bel po', gnucca io a volerci andare in treno. Ma i giovani d'oggi non viaggiano con l'interail? minchia io mi sono uccisa. Sono tornata da una settimana e ancora ho i dolori alle gambe e il culo a forma di sediolino. Rosico ancora una cifra per non aver visto il muro della East Side Gallery, quello coi graffiti che ci puoi pure staccare i pezzi. Mi sono obbligata a comprare la cartolina da mettere nel diario, cose da pazzi. Io manco celo il diario.
L' ostello era un sacco carino, a parte i due letti c' era solo il minuscolo cessino con doccia e gabinetto che mi sono premunita di battezzare a dovere ogni sacrosanto giorno. E infatti le lenzuola non ce le hanno cambiate ma la carta igienica non mancava mai.
- caVo niente lenzuola ma ci hanno portato la carta igienica.
- si devono essere accorti di quante volte sei andata in bagno ieri.
Comunque credo che la colpa sia del freddo e di quanto abbiamo camminato. Tutto a piedi, che noi siamo poverelli e i soldi per più di due biglietti al giorno non ce li avevamo (e a dirla tutta non volevamo reiterare il reato di incapacità di intendere come cazzo funzione la metro). Con la nostra fedele guida ci siamo smazzati km e km di strada aggrediti dal freddo e da una stronzetta di pioggerellina che veniva giù ogni tanto quando io toglievo il cappello. Che tra l'altro ho perso. Era un bellissimo cappello grigio col ponpon. Occorre pausa di riflessione.
Abbiamo girato la città alla scoperta di musei, chiese, piazze..
- caVo cos'è quello? indicando er cupolone di fronte a noi.
- Nowitzki che sciaccia a canestro caVa, ammaliato da un cartellone alla fermata del bus.
.. e poi ci siamo rintanati in qualche bar per una cioccolata calda. Quando riuscivamo a non farci portare un gelato al cioccolato. Ho comprato i souvenirs per me e ho comprato i souvenirs al parentame. Tranne a papà, che poi mica vero pecchè io la polo gliel'avevo comprata solo che gli sta piccola. Insomma l'idea che mi sono fatta di Berlino è che ci devo tornare. Se non altro per cercare il mio cappello.