Di giovedì.
Lara e Pao decidono di passare la serata assieme.
Ore 18 ritrovo a casa della prima per poi decidere cosa fare di noi.
Inaspettatamente arrivo 10 minuti prima dell'orario stabilito e non 40 minuti dopo.
Citofono.
Lara: chi è?
Pao: sono io.
Lara: che è successo??
Pao: ...
Pao: apri.
Mi accoglie con un mollettone in testa. Non sa ancora cosa mettersi e aspettava solo di vedere me per decidere.
Io ho il ciclo. Per cui jeans e scarpe basse.
Lei ha le tette grandi nuove. Per cui jeans e top issimo.
Aperitivo time.
Come una donna incinta ho le voglie, strane voglie. Di cerchietto per capelli. Perchè ho stabilito che la riga al centro è politicamente corretta ma eccessivamente marcata e vengo male in fotografia.
Larina mia insiste che sulle bancarelle ha visto sempre e solo fasce, mai cerchietti. Decido allora di dirigermi verso il gettonatissimo negozio di hello kitty sui navigli. Strane voglie, ripeto.
Colpo di scena e prima di arrivare alla meta scorgo un negozio di cagate, tra le quali ci sono i cerchietti.
Indecisa fra quello di titty e quello coi fiocchetti rosa opto per quello nero. Che, dice il cassiere sgamato, mi sta un cifro bene.
Faccio finta di non vedere l'apertura alare delle mie orecchie e lo compro.
Incerchiettata usciamo dal negozio, abbiamo fame e voglia di messicano. Poi ci ricordiamo che questa è la serata cheap e ci imbuchiamo in un pub con la tv accesa sul giro d'italia.
Mentre Larina si scofana piatti e piattini di cibarie, io bevo il mio primo campari sour.
Il locale è sul vuoto andante e la tettona si lamenta. Dice che è tempo per lei di trovare un fidanzato. Le dico che lei non ha mai voluto un fidanzato e che quando lo aveva ha sempre ribadito con fermezza e fierezza il suo stato di singleitudine. A lui, che giustamente si è scassato le balle e l'ha mandata a cagar. Lei dice, ecco perchè sento che è giunto solo ora il momento.
Usciamo dal vuoto cosmico e ci spostiamo verso le colonne di San Lorenzo. Nel tragitto altre polemiche su quanto l'uomo non è più in grado di corteggiare come un tempo. (in effetti quando avevo 14 anni le cose erano nettamente diverse, confermo. Uomini a fiotti.) E mentre borbotta ciò le si avvicina un esemplare di maschio, munito di n°3 bicchieri di vino, che sensualmente le sussurra:
"hai un seno meraviglioso"
La vedo, gli sta quasi per urlare quanto le è costato. Ma si trattiene, ringrazia e lo allontana.
Io rido e le faccio un pat pat consolatorio ricordandole che è solo grazie a questo se ora ho 50 reggitette.
Secondo locale. Fighetto, e noi siamo fighe senza etti in eccedenza. Prendiamo da bere e torniamo a discutere su quanto tempo è passato dall'ultima volta che abbiamo ricevuto una rosa. Mi racconta di Londra e di come i ragazzi lì siano animali dentro ma ti parlino come principini. Praticamente ti pigliano per il culo come qui ma con grande classe. Che quasi ci credi a quei millemila complimenti. E non è perchè vogliono fare battaglia di lingua, no, loro ti amano già. Già.
Usciamo affrante per dirigerci verso la macchina. Duecento metri e davanti a noi inchiodano due squad.
Scende un maschio, casco in testa, orecchie di pluto sul casco. Sorride, infila la mano nella tasca interna della giacca e tira fuori un fiore. E' una rosa. Un po' stropicciata ma decisamente una rosa. La porge a una Lara pentita e commossa.
Il maschio si presenta e ci presenta il suo amico di squad. Riccardo. Riccardo fa solo un cenno con la testa, per tutto il tempo. Non proferisce parola, mentre l'altro ci racconta la storia dello squad e un po' anche la sua. Non è dato sapere per quale motivo il nome del maschio#1 non ci sovviene. In ogni caso ci invitano a fare un giro con i loro bolidi ma la Lara si vergogna a girare per Milano con le orecchie da Topolina in testa. Diamo picche e torniamo alla macchina.
Rimpiangeremo Riccardo per le ore a venire.
Ormai in fase cuccaggio, armata di rosa probatoria, decide che mi vuole portare in un altro locale dove c'è bellaggente.
Il terzo locale offre fauna decisamente più appetibile. Unico inconveniene, un tavolino di scassacazzo logorroici a confronto sul Codice Da Vinci Film, esattamente tra il nostro e gli unici tre papabili del posto.
Prego in tedesco che finiscano a tempo di record i loro mohito o che ci si strozzino al punto da dover quantomeno levarsi dai maroni e liberare la visuale. Quando ordinano il secondo capiamo che non è serata.
Decidiamo quindi di affogare le disgrazie nell'alcool e collassare davanti alla tivvù.
Lara: Blockbuster?
Pao: romantico però.
Lara: ci faremo massacrare.
Tralascio qualunque commento sul parcheggio della Lara perchè è da ergastolo.
Blockbuster's door. Entrata.
Pao apre, Lara segue.
Tipoallacassa: siamo praticamente quasi chiusi!
Pao: ah.
Lara: ok buona serata a te. stronzo.
Poi siamo andate a casa a dormire. Ognuna sognando il suo prossimo giro in squad, rosa tra i denti, con Riccardo.
