Wiser.
27. E anche questa è fatta.
Older.
E Tanti Auguri anche al maschio che ieri me ne ha compiuti la bellezza di 31.
Wiser.
27. E anche questa è fatta.
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E Tanti Auguri anche al maschio che ieri me ne ha compiuti la bellezza di 31.
Comunicazione di servizio.
Meno sei giorni e divento ventisettenne. Chi lo direbbe mai, sembro così giovane. Lo so.
Giorni addietro mandai una mail esplicativa di ciò che avrei voluto fare per festeggiare l'evento.
Numero risposte alla mail: 0
Se ne deduce che:
- o io ho una banda di amici cazzari e si divertono a farmi gli scherzi facendo finta di non volermi più bene.
- o io ho sbagliato a mandare la mail a venti persone.
- o io non ho una banda di amici per il semplice fatto che non ho più amici.
Ora, amiSci (o presunti tali) che leggete e io so che lo fate ah-ah, scegliete una delle seguenti opzioni e mandatemi una mail che devo fare la conta.
Non valgono altri canali webbatici, quindi nada msn, icq, skype, cazzi e mazzi.
Ah, se non venite alla mia festa non vi voglio bene mai più.
(chiaramente questo post ha altresì lo scopo di far sapere a chi non lo sapesse che il 27 è il mio compleanno. così mi fate gli auguri. donna magnanima che sono)
ah! quasi mi scordavo. meno cinque giorni e il maschio pure mi compie tantissimi anni.
Romantichissimi, vè?
Storie di cicciobombi d'oggi.
Maschio: amò
SantaPao: eh.
Maschio: sono grasso.
Pao: mannò.
Maschio: si, guarda che pancia che ho.
Pao: è cacca amò.
Maschio: no l'ho fatta.
Pao: tu la devi smettere di abbuffarti un giorno e non mangiare un cazzo il giorno dopo.
Non si fanno così le diete.
Maschio: ...
Pao: dunque, peccapì. A colazione hai mangiato la briosche al cioccolato.
Maschio: si.
Pao: a pranzo la pizza prosciutto e funghi.
Maschio: si.
Pao: e un pezzo della mia.
Maschio: si.
Pao: che hai mangiato stasera?
Maschio: gli gnocchi, l'insalata e il prosciutto.
Pao: azz.
Maschio: ma gli gnocchi erano tipo undici.
Pao: undici? Non dieci o tredici? sicuro che erano proprio undici?
Maschio: pochi insomma.
Pao: ah-ah. certo.
Maschio: ...
Cinque minuti, cinque.
Maschio: amò.
Pao: eh.
Maschio: che dici me lo mangio il gelato?
Pao: no.
Maschio: stronza.
Pao: ...
Maschio: ma io mica posso vivere di stenti!
Annuncianziò:
Vidi il video che ben quattro mesi fa mi accingetti a fare col mio gruppo preferito ad honorem. Siccome non so se è illegale hostarlo online, c'è qualcuno che mi delucida a riguardo? Sai storie di copirait, diritti strambi etc.
Very danke.
Animal House.
Riccardino è il seienne a cui babysitto di tanto in tanto.
Riccardino aveva un criceto.
Per quanto mi riguarda criceto è sinonimo di topo. Seppur di buona famiglia.
Topo uguale schifezza immonda.
Pao: riccà, il topo ce l'hai ancora?
Ric: no è morto stamattina.
Pao (affranta): uh porello, e dove l'avete seppellito.
Ric: non l'abbiamo seppellito, sta nella gabbia.
Pao: cosa?? nella gabbia, morto?
Ric: si, lo dobbiamo buttare nella spazzatura.
Pao: ma è legale?
Ric: ho sei anni, chiedilo a mamma quando torna.
Dopodichè infila la manina santa nella gabbia ed estrae la salma. Me la mostra mentre si avvicina pericolosamente alla mia persona. Urlo e gli intimo di rimettere immediatamente il cadavere al suo posto, ma l'infame ride a crepapelle e scuote l'animale irrigidito davanti ai miei occhi allucinati gridando "brrrrrrrrrrrr". A tale richiamo giunge la sorella undicenne, anima coraggiosa, suggerendo anch'ella di riporre la bestiola morta nell'apposito loculo. Di tutta risposta il nano scaraventa il cadavere addosso alla parente, lei si scansa e il coso atterra sul divano.
Morto. Freddo. Peloso.
Sorè: lo prendi tu e lo butti?
Pao: tuo fratello immagino?
Sorè: no il criceto.
Pao: io non tocco quel coso per meno di 1000 euro all'ora.
Sorè: ok allora prendimi un fazzoletto, lo faccio io.
E fu così che il sig. topomorto ebbe sepoltura sotto un cumulo di monnezza.
Resta un dubbio. Ma i cadaveri, vanno nell'umido o nel secco?
Volver. (to volver, tornare. infinito spagnolo)
La mia seconda e ultima vacanza estiva si è conclusa con un atterraggio piuttosto irruento sulla pista di Orio al Serio. Ma considerando che all'andata abbiamo quasi fermato il volo perchè siamo due romantici paranoici del cazzo ciò è stato meno che sollettico sotto le chiappe.
Questi i fatti.
Check in di partenza. Due sospetti terroristi in coda accanto a noi. Io piagnucolo, il maschio mi da della cretina e minaccia di chiudermi nel cesso del velivolo a tempo indeterminato.
Consegnamo i nostri bagagli, come da deformata professionale mi assicuro che i tag vengano messi opportunamente affinchè le mie mutande non vadano in Congo e il mio culo a Valencia e ce ne andiamo a fare colazione che è l'una.
Ci presentiamo all'imbarco emozionati sognando fancazzismo et relax quando il maschio d'improvviso si guarda attorno ed esclama:
"amò, non ci sono quei due. non è che hanno messo su i bagagli con la bomba e se ne sono andati?"
Colta dalla più estrema e totale disperazione per poco non collasso al suolo (voi, amici sapienti, mi capite vero?), poi ansimo un:
"ma porcocazzo perchè mi devi far cagare in mano in questo modo?!"
Ma quando vedo che si aggira scrutaiolo tra le sedie della sala d'attesa e poi verso il filtro polizia con espressione preoccupata ho già le gambe che fanno giacomo giacomo.
Attendiamo che tutti i passeggeri entrino all'imbarco e rimaniamo come due stronzi davanti ai due hostoss con le lacrime agli occhi.
Poi Lui prende il toro per le corna (a tema) e gli dice:
"senti posso farti una domanda?"
"certo" educato l'hostoss.
"quando abbiamo fatto il check in abbiamo notato due persone che ora non sono salite sul volo"
"cazzo" avrebbe voluto dire egli, ma dice:
"uh, ora controlliamo"
"..."
"è vero mancano due persone, due uomini vero?"
"si cazzo!" avremmo voluto gridare noi, ma poi ci è uscito un solo timido
"..esatto"
"si ma tranquilli, sono due italiani" (vai a capì)
"ma non è una questione di nazionalità"
"ora comunque facciamo l'annuncio, grazie"
I due terroristi non salirono mai sul nostro volo, anche perchè sennò lo avreste già saputo. Quello che non sapete è che ci salirono i loro due rispettivi parenti che a quanto pare si scazzavano a fare la coda e c'era chi la faceva per loro. Tra l'altro per una fottutissima coincidenza due anonimi imbecilli italiani si stavano facendo una probabile sega nel cesso dell'areoporto nel momento esatto in cui noi ci stavamo imbarcando terrorizzati e solo un annuncio al microfono li ha destati da cotanto spassoso atto.
Giungemmo.
Prendiamo la signora auto a noleggio, una micra. Sporca, un po' ammaccata e con uno strano difetto di accensione: va in moto solo se c'è una donna al volante. Buh.
Ci muoviamo alla volta di Castillòn. Poi scopro che noi siamo diretti ad Alcoseber, 40km da Castillòn 100 da Valencia.
Il posto è carino, ma il maschio comincia a lamentarsi del fatto che nelle foto sul sito la piscina viene meglio e io lo tranquillizzo sul fatto che sono una pessima fotografa. Al nostro rientro ricorderà tutto esattamente com’era.
Ci danno le chiavi della stanza, un telecomando e due strani portachiavi ENORMI da portare SEMPRE in piscina come riconoscimento. Tale riconoscimento vorrei poterlo fare io a coloro i quali hanno avuto tale sagace idea e rammentare loro l’esistenza di cosi chiamati braccialetti. Se proprio devi mettermi zavorra addosso mentre imito quel gran pezzo di figlio di Rosolino almeno sii fesciòn.
Ci risparmiano però - bisogna dargliene atto - il sacchetto di plastica con la biancheria pulita, che noi siamo ospiti vip mica cazzi.
Le giornate si susseguono senza particolari scapicollamenti, a girare fra un paese morto e un altro vivo. Un sentito I wanna thank a Castillòn che mi ha fatto mangiare la paella buona e a Benicassim che mi ha fatto fare n°2 foto a un panorama diverso dal maschio. Insomma tutto bene fintanto che un giovedì come un altro me ne vado sulla spiaggia sola soletta che il maschio poi mi raggiungerà, dice.
E così fu che la capa mi comincia a girare in senso orario e lo stomaco in senso antiorario.
Giunse febbre e ciclo. Un calvario durato UN GIORNO, con una me agonizzante nel lettone tramortita dalla febbre a 37.8 e la nausea e il mal di testa e sto perdendo l’abbronzatura e già non si vede più il segno del bikini. Orrore e raccapriccio.
Il maschio accorre al mio capezzale munito di termometro e vivinc e mi dice che sto esagerando. Tenetelo a mente.
Il giorno seguente sono di nuovo tornata sana giusto in tempo per andare a Villa Real al concertone degli Estopa. Tu mi dirai, e chicazz’è?
Eso es Estopa! Durudurudurudurudu (solo basso). Insomma un gruppo che piace al maschio e mò pure e me. Però non hanno fatto la n°13 e noi questa cosa ci è dispiaciuta un bel po’ quindi abbiamo deciso che ora glielo scriviamo sul forum per la prossima volta che andiamo in vacanza dove loro concertano.
Eccomunque siamo andati a Villa Real, dove gioca Tacchinardi. E ora quindi volevo chiedergli,
"ma tu non vivi li vero, tacchì? No perché è brutta assai eh".
Sappiatelo e non dite che non vi avevo avvertito.
La mattina dopo noi e i nostri germi ci siamo spostati a Valencia city per gli ultimi due giorni.
Premetto che avevamo prenotato l’albergo accuratamente da casa, assicurandoci che fosse carino et in centro. Ciò non solo perché io sono una scassapalle che si è innamorata delle foto sul sito che erano uguali uguali all’hotel di Lost in Translation e già mi vedevo a mangiare sushi sul lettone e infilare i bigliettini sotto la porta del maschio per dirgli che sono rimasta chiusa fuori, cazzo apri non fare il cretino. Ma anche et soprattutto perché saremmo stati sprovvisti di auto. Perquindi se non prendo la metrò a Milano non vedo perché debba prenderla a Valencia.
Ma quando siamo arrivati in albergo quella faccia grassa dell’uomo reception ci ha informati che sono delle seghe al piccì e hanno fatto overbooking.
Nuova destinazione: Novotel, un cifro di stelle ma un cifro più lontano dal centro.
E qui, signori miei, il maschio ha sfoggiato tutta la sua padronanza linguistica e a quanto ho capito gli ha detto che ci doveva chiamare un taxi.
E un taxi - effettivamente - arrivò.
Poi, sempre incazzato come un toro mentre lo inforcano a tradimento, gli ha detto che io avevo le mie cose e che non me la potevo fare a piedi per due giorni con i tacchi alti e per 5 km sei pazzo e che pareva brutto e poi lui non sembrava più il principe azzurro che dice di essere.
E quello gli ha detto, le faremo sapere. E invece mica ci ha fatto sapere niente.
E allora siccome che il maschio è principe per davvero il taxi se l’è chiamato da solo anche il giorno dopo e l’uomo reception avrebbe pagato lo smacco. Ma l’uomo reception è una razza assai malvagia e ci ha fatto sicuramente le macumbe, perché quella sera dopo un piatto di tapas e robba loro il maschio mi ha espletato di stomaco tutta la notte. Porello.
Io sono accorsa al suo capezzale immediatamente quando mi sono svegliata, anche se avevo dormito poco e male, munita di acqua e n°4 pesche. Poi verso le 8 di sera a quasi 24h dall’evacuazione gli ho detto di mangiare qualcosa che non poteva stare più così male. Egli, in preda a una paresi facciale che lo costringeva a tenere la bocca aperta simulando bava colante dalla bocca, mi dice che sono una miscredente e che non aveva mai patito tanto in vita sua. Poi si allunga e si sbraccia per farsi sentire la fronte che ha un sacco caldo. Ma la fronte non scotta un cazzo, gli dico mentre alzo l'aria condizionata.
E ora, alzi la mano chi rosica ancora.