Credo di non essere portata per le storie lineari. Onestamente non so neanche quanto mi piacerebbe avere una storia che il mondo definisce "normale".
Le persone come te mi colpiscono perchè hanno in sè una bellezza luminosa che stenta a venire fuori.
Così io mi sento una privilegiata a poterla vedere sotto i vestiti. Perchè io ti trovo uno splendore, nonostante tutto.

Il tempo è relativo. Relativo a noi. A quello che sento per te, agli slanci che spontaneamente vivo.
Non riesco a calcolare i piaceri e i dispiaceri che mi procuri. I pro e i contro sono una buffonata se di mezzo c'è il cuore.
Non sono brava a dare i numeri se non per fare quelle cose folli come tirarti un bicchiere d'acqua in faccia alla prima battuta stupida sul mio seno.
Io a te ci credo. Credo anche che tu abbia dei limiti. Limiti che conosci perfettamente e che ora temi possano allontanarmi da te.
Faccio fatica, invece, a credere che tu non abbia il desiderio di baciarmi. Di parlarmi e di ridere con me.
Faccio fatica perchè io c'ero.

Ero sulle tue labbra quando mi hai tirata a te e hai stretto forte.
Ho sentito il profumo di quella maglietta rossa così forte che era come ci avessi dormito dentro tutta la notte.
E se solo avessi la conferma, tua e solo tua, che vuoi me farei mille volte il primo passo.
I principi azzurri non esistono perchè non esistono più le principesse, amore mio.

Questo è il osrevni osnes.

posted by Sireann @ 16:46 - mercoledì, maggio 30, 2007
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What's real?

Hai detto che la domenica è il nostro giorno. E che c'era un ragazzo carino, ricciolo, che leggeva sulla panchina accanto alla nostra. Allora ho pensato che abbiamo qualcosa in comune ora. Una panchina e la domenica. Bella la domenica. Amo la domenica. Ma poi, se ti osservo, se ti ascolto e ti parlo, mi sembra che di cose nostre ne abbiamo talmente tante che potrei essere te. Perchè questi gesti strani, che gli altri ancora non capiscono, io li ho sentiti sulla pelle. E ora sono miei.
Eppure tu sei così diverso da me. Sei un pianeta alieno su cui sono capitata per caso.
E io sono così vuota e colma allo stesso tempo che non saprei da che parte cominciare a raccontarti di me.
Quando mi chiedi perchè? stento ancora a credere che tu lo voglia davvero sapere.
Le risposte ai perchè non mi hanno mai convinta. In realtà a me i perchè non interessano, presuppongono un'incomprensione di fondo. Una non conoscenza. Una spiegazione che non voglio. Non mi serve. Non ti serve.
Attendo perchè mi piace. Mi piace aspettarti. E' dolcissimo e non voglio affrettarmi perchè qui nessuno sta andando da nessuna parte. Così mi lascio invadere da questa calma, come se ogni minuto insieme fosse un bellissimo dono che mi fai.
E' uno scambio, senza pretese.
C'è una strana atmosfera, un colore nuovo. C'è il silenzio e c'è l'assenza. Che sono lo spazio e il tempo che ci meritiamo tra due momenti insieme. C'è questo mio bisogno di mantenere le distanze perchè nella tua vita io non ci voglio cadere. Voglio guardarla restando alla tua stessa altezza. Voglio che mi guardi per impararlo da te cosa c'è, se c'è.
Mi piace lasciarti andare via perchè adoro vederti arrivare. Amo gli incontri inaspettati. Così ogni volta ti ritrovo in posto diverso da quello dove ti ho lasciato. Un altro posto rispetto al nostro. Tempo un mese e di questo passo conquisteremo il mondo.

posted by Sireann @ 18:17 - lunedì, maggio 21, 2007
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In.Cam.

M.: non assomiglio un po' a Ben Affleck?
Pao: Ben Affleck l'attore?
M.: ne conosci altri?
Pao: pensavo ne conoscessi altri tu.
M.: una via di mezzo fra Ben Affleck e Keanu Reeves no?
Pao: di Keanu hai la fronte alta
M.: gli occhi no?
Pao.: no niente, non hai un cazzo. controlla nel cassetto gli occhiali forse.
M.: non ho il mento volitivo di Ben Affleck?
Pao.: volitivo a punta?
M.: no volitivo.
Pao: c'è un sito che ti da le somiglianze con gli attori.

 Pao: cazzo ridi, sembro un uomo.

posted by Sireann @ 01:12 - sabato, maggio 19, 2007
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Hard job.

Era questo venerdi. Io ero alla mia scrivania, msn doverosamente chiuso, a lavorare. Sto in botta, amici. Giunge inaspettato un sms del Teolo.
"Pa' ndo stai? mi devo preoccupare?? (si) dai che domani dobbiamo andare a Cuneo!"
Cuneo?
Ma Cuneo Cuneo?
Viene fuori una strana storia secondo cui domani, cioè ieri, cioè sabato, a Cuneo ci sarebbe il raduno degli alpini.
Ne consegue, dunque, avendo noi un amico comune che di nome fa, per l'appunto, l'Alpino, che dobbiamo necessariamente partecipare.
Ma si cantano le canzoni montanare? e me lo danno il capello? sono le uniche due domande sensate che mi riesce di fare. Sensatissime. Botta forte.
L'alpino, al mio andiam! andiam! andiam a piumeggiar!, mi ammonisce severo e sottolinea subito che sfottere goffamente la penna è assai sconveniente.
Io, di contro, rido scomposta e aggiungo che, in ogni caso, la fitta lista di impegni che ho sull'agenda è di forte impedimento e non so se ci sarò. Ah-ah.
Lui, immagino realisticamente, si scappotta per terra in preda ai crampi allo stomaco e mi fa strani discorsi sui fantasmi.
Passano le ore e il Teolo ed io ci si deve organizzare. Dopo momenti di forte, fortissima, indecisione conveniamo che la risposta è una sola:
voglia di alzare il culo:
below zero.
Mi prendo quindi la briga di informare l'alpino che siamo due stronzamici tirapacchi.
"pronto"
"ciao! andiam! andiam!"
"oh, sarete mica a Cuneo voi?"
"no infatti ti volevo dire, non veniamo, troppo sbattimento, sai son già le sei, poi dovremmo tornare stanotte, è lontano..ma tu scusa dove sei?"
"a Viareggio. Fate bene, non ci vado neanch'io"
"..."
"lavoro.tardi.sonno."
"..."

click.

(nella diapositiva l'alpino mascarato fa lo sporcaccione con una nobildonna di passeggio)

posted by Sireann @ 23:18 - domenica, maggio 13, 2007
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L'aragosta.

"com'è andata a Barcellona?"
"..."

Me ne stavo placida e serena con le dita inforcate nel capelli ultimando un agilissimo Ghilardi mentre il bipede fastidioso mi sedeva accanto leggendo un libro di dubbia moralità, e.
Il mio cervello aveva elaborato la traversata pireneica ed era pronto all'imminente soffice atterraggio, but.
The plane colcazzo che atterrava.
Quindi, telepaticamente, ho urlato il testa al comandante un vispo "che porco stai facendo voglio scendere".

Quello, raccolto l'invito, al megafono, tra un fiocco di chococrispies e l'altro, ha replicato:
"ci è stato mòmò comunicato che si è verificato un incidente sulla pista di Girona e l'areoporto è stato chiuso".
Click. 
A quelle tragiche parole - non più tanto telepaticamente - ho urlato in testa al bipede un meno sobrio "che cazzo sta dicendo voglio scendere". E s
ubito dopo ho visto la vita scorrermi davanti (M. mi devi dei soldi) e vi ho pensato tutti con tanto affetto.
Attimi duracel e il comandande ha aggiunto candido "se fra dieci minuti non ci danno notizie saremo costretti ad atterrare a Perpignan".
Ora, voi lo sapete, io e la geografia una cosa sola, chiedetemi una capitale a caso e io la so, ma converrete con me che Perpignan è chiaramente un nome da formaggio, o da fungo semmai.
Io, comunque, a nomi cose colori città non l'ho mai sentito usare da nessuno. Come potevo fidarmi di cotanto francesismo, dunque?
Così ho urlato in testa al bipede un perentorio "cosa?! e 'ndo fischio sta?! quanto manca voglio scendere"
Cuor di leone, con tutta la flemma che gli è propria, ha sistemato il suo libro nella (tristissima) valigetta, ha sospirato paziente e infine ha detto saggio
"sta in Francia, ignorante. Ci mettiamo 20 minuti. Comunque è pacifico, tu porti sfiga*".
Ho trascorso i dieci minuti più lunghi della mia ancor breve esistenza, ho mentalmente distribuito tutti i miei beni e mali ad amici nemici e parenti così perlomeno mi sono portata avanti per il trapasso futuro, che non è il Verbo eh. 
Tra parentesi (lo scrivo per intero perchè ne ho messe già troppe) M. mi ha comunicato che non esiste più l'interail. Ma daverodavero? no dai, che sfiga. Chiusa parentesi.
Insomma, alla fine il comandante ripoppa e dice secco "ok non si sa ancora nulla, io atterro a Perpignan che devo fare benza se no cadiamo e non è bello". Molto british.
Quindi ci caliamo sul fungo, lui fa il pieno, ci dicono che intanto hanno riaperto Girona, chiamo mamma papà parenti amici avvocati dottori chiunque potesse volermi sentire un'ultima volta per un saluto veloce, un'ultima dichiarazione chessò, prima di risalire all'inferno. E così si è fottuta la prima ricarica vodafone.
Dopo venti minuti venti il mio culo tocca terra spagnola. Applausi scroscianti lungo tutta la fila del cesso di bordo.
Ora aspetto solo di scoprire chi è lo stronzo che fa gli scherzi telefonici agli aereoporti per farmi cacare in mano.

*ulteriore indizio pare essere una mia presunta telefonata al 91' di Manchester-Milan.
**a mia difesa - Vostro Pallone - comunico che una mia effettiva telefonata al 1' di Milan-Manchester "Il Ritorno" non ha sortito altrettanto effetto. (e me ne rammarico azichenò)

Questo il prologo, sicuri di voler sapere il resto?

Sicuri.
Siccome, si sa, il bipede è un mezzuomo assolutamente inaffidabile, mi sono incaricata me medesima la sottoscritta di fare tutto. Con ottimi risultati chiaramente. Tralasciando il fatto che ora ho arretrati in ufficio di oltre tre mesi. Ho bisogno di ferie cazzo.
Mentre ancora mi stavo asciugando le lacrime di commozione per non essere morta prematuramente, arriva inaspettato un sms da tale Vanessa o Viviana non ricordo. (di seguito, per non fare confusione, Vanna).
Tale Vanna è il contatto del B&B che ci ospita e in quanto tale mi deve dare le chiavi di casa.
Tale Vanna ci comunica altresì che ha 15 minuti di ritardo, di aspettarla sotto casa.
Tale Vanna, of course, è all'oscuro del pit-stop fuori programma a formaggio city.
Le rispondo immediatamente che non immagina quanto io sia felice di sentirla, che spero diventiamo amiche il più presto possibile che la vita è tanto breve e che le ho portato pure un regalo dall'Italia. E' alto, moro e ha due piedi.
Poi aggiungo che per le 21 siamo lì.
Alle 21.05 di Vanna neanche l'hombre (e io un po' ci speravo). Il cellu muto. Il citofono suona a vuoto. Il portone è chiuso, le luci spente tutto buio boh.
I bipedi di oggi fanno quest'effetto, eh lo fanno, lo fanno.
Vanna si presenta sotto casa alle 23.20 dopo una lunga serie di sms che annunciavano imminenti arrivi e poi imminenti ritardi. E così si è fottuta la seconda ricarica vodafone.

Sicuri di volerne ancora?

Sicuri.
Poi piovve. E, www.meteo.it, non ha ancora smesso.

Oh, ora viene la parte bella.
Picasso.
Gaudì.
Luca.

A ver como te lo puedo explicar, roja..dura..y a veces blanda. 

 

posted by Sireann @ 15:42 - sabato, maggio 05, 2007
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