Pregna di ispirazione.

E' una lavatrice gigante, nel caso ve lo stesse chiedendo. Il prossimo, probabilmente, sarà un frigorifero a puà.
Scarpe abbinate, of course.

Ora vado a giocare vedere pallavolo però. Poi finisco.
Nel frattempo, riflettiamo:
1) questo viola qui accanto non mi convince.
2) le scarpe gialle mi donerebbero se fossi giustamente abbronzata?
3) il video di Arturo&Kiwi, per quanto mi riguarda, non ve lo meritavate. (quindi l'ho tolto e sostituito)


Prossimamente su questi schermi la triste storia di una ragazzina cacciata dalla squadra di pallavolo perchè narcolettica.

posted by Sireann @ 15:33 - sabato, giugno 30, 2007
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Gagliarde tope dalle vedute strette. (cit.) 

Siamo donne di mondo, femmine di paese e bambole di pezza, tutto nello stesso momento. Nascondiamo il culo sotto un gonnellone vintage ma se lui ce lo chiede nessuna inibizione. Conserviamo lettere e cartoline come prova di un passato che c'è stato, poi strappiamo le foto di chi ci ha rubato il futuro. Siamo viaggi in treno. Molti dei quali sarebbe stato meglio aver perso. Siamo la risposta a tutti i perché. Siamo intraducibili, ma parliamo tutte le lingue del mondo quando facciamo l'amore. Siamo perverse. Sedute a un tavolo, pizza nel piatto, a raccontarci le tragedie di ieri. Abbiamo la faccia di chi non dorme da giorni e i nostri sogni non mentono più come prima. Parliamo del male e del bene come se avessero lo stesso peso. Ma quando fa male te ne accorgi. Siamo persone inguaiate e sguaiate. Travolte da risa di chi non ascolta più nessuna voce. Che non c'è più niente da dire. Siamo perfette e sbagliate. Colpevoli di fronte a chi c'è stato e a chi deve ancora venire. Siamo di fronte alla strada. Chiudiamo gli occhi per paura di rovinarci la sorpresa. E quando li apriamo la strada è ricoperta di merde di cane e noi le abbiamo prese tutte in pieno. Siamo peccatrici, di mille peccati leggeri e comuni che non basterà una sola vita a cancellare e allo stesso tempo lo speriamo affinchè non se ne debba vivere una seconda altrettanto triste. Ci guardiamo intorno per trovare una nuova ossessione che ci catturi l'esistenza. E ogni uomo ha le mani che potrebbero salvarci. Siamo affette da repulsione cronica nei confronti di chi non ci ha sapute rispettare. Ma poi anche noi il rispetto non sappiamo più dove sta di casa, da un bel po'. Predicare è il nostro pane quotidiano. Razzolare il nostro passatempo peggiore. Siamo colme, sature di parole vergini da dedicare. Ma non abbiamo che un gatto o un foglio bianco a cui raccontarle. Altrettanto stanche di parole puttane, riciclate all'infinito per dire di noi ciò che non siamo e vorremmo essere. Ciò che non abbiamo e vorremo avere. Siamo schiacciate dal peso delle promesse che sono diventate bugie il mattino dopo. Abbiamo tutta l'aria di chi ha preso troppi schiaffi in faccia e non ricorda più il tocco vero e sincero di un paio di labbra. Le stesse che ora vomitano sputi come fosse acqua minerale. Siamo nel ricordo di un letto sfatto e disordinato in cui ordinatamente ci concedevamo ogni qual volta lui voleva. Incastrate tra le lenzuola che adesso avvolgono altri corpi. Straziati, affannati, sudati, svuotati. Siamo le stesse di sempre. Soffocate dai cambiamenti. Afflitte dalle miserie del mondo seguiamo un cammino che non è mai stato nostro fino in fondo. Facciamo tutti la strada che ha disegnato per noi un altro. Chiunque tu sia, se conosci il mio bene non ti lascerò andare. E via dietro come pecore. E quando quello cambia strada, devia, ci perdiamo nei nostri stessi passi. Nei suoi. Nei tuoi. In quelli di chiunque abbia dieci dita sotto le quali morire. Siamo state toccate ovunque, lacerate e curate. Ma ancora sanguiniamo di nascosto. Appoggiamo la schiena al termosifone bollente, sedute accanto a un telefono muto. C'è freddo fuori, sbuffiamo fumo di nebbia e d'inverno che non fa meno male ai polmoni. Ma nessuno ce lo scrive sul calendario. Accettiamo inviti e rifiutiamo passaggi. Perchè le regole vanno rispettate per non mandare tutto in vacca. E quando la cena va storta e ti ritrovi sola sotto un ponte con il cellulare scarico maledici tutti i santi del calendario immacolato. Poi volgiamo lo sguardo in alto e contiamo le stelle. Una cade, testa o croce, m'ama non m'ama. Aggrappate alle superstizioni, alla chiaroveggenza o più probabilmente ad un'innata schizofrenia ci riserviamo il diritto di cambiare idea quando meglio crediamo. Perché, da sempre, in noi sta il problema. E la soluzione.

posted by Sireann @ 23:02 - giovedì, giugno 21, 2007
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Scemi in action.

[13:18] Teolo: Pà vuoi venire a giocare a beach allora?
[13:19] Pa°: this weekend?
[13:19] Pa°: si, lo vollo.
[13:19] Teolo: non this
[13:19] Teolo: the next
[13:20] Teolo: sabato e domenica... dalla 18 alle 18 mi pare

[13:20] Pa°: non quello che viene fra 3 gionni
[13:20] Pa°: quello che viene fra una settimana e tre gionni?
[13:20] Teolo: il 30 e l'1 gioia
[13:21] Pa°: ok
[13:21] Teolo: ok nel senso che ci sei sicura e vieni sia sabato che domenica?
[13:21] Teolo: oddio, per tutte le 24 ore.... circa
[13:22] Pa°: ma non posso fare solo un gionno?
[13:22] Teolo: è un giorno... 24 ore...
[13:22] Pa°: sia sabato che domenica sono due gionni
[13:23] Teolo: mi pare cominci sabato alle 18 per finire domenica alle 18...quindi il sabato è quasi tutto libero
[13:23] Pa°: ok
[13:23] Pa°: ma durante la notte si può dormire?
[13:23] Pa°: o si gioca a palla?
[13:24] Teolo: si gioca
[13:24] Teolo: ci sarà una partita ogni tot ma di solito non si han mai più di un paio d'ore di riposo
[13:25] Pa°: stai scherzando?
[13:25] Teolo: assolutamente no
[13:25] Pa°: cioè potrei giocare a pallavolo alle 4 di mattina?
[13:26] Teolo: che cavolo di 24ore è se la notte non fai una mazza?
[13:26] Teolo: beh, probabilmente sì

[13:26] Pa°: allora sono sicura
[13:26] Pa°: non ci sono
[13:26] Teolo: ma ma ma...
[13:26] Teolo: ti blocchi per così poco??

[13:26] Pa°: teolo, apparte la pressiona bassa
[13:26] Pa°: io devo dormire almeno almeno 8 ore piene e di fila
[13:26] Pa°: e poi fare colazione con lattecaffe
[13:27] Pa°: poi mi sveglio e inizio la mia attività
[13:27] Pa°: da quello che mi dici pare che la consecutio svegliorum qui è un po' sfalsata
[13:27] Teolo: ma dai... non ci credo che sei così precisina...
[13:27] Pa°: indi x il quale manco se mi porti a forza e mi leghi alla rete
[13:28] Pa°: se vuoi vengo a fare il tifo
[13:28] Pa°: domenica dopo la pennica
[13:28] Teolo: vabbeh, ammetto di essere un pò sconfortato da questa tua uscita...
[13:29] Pa°: perchè fufi?
[13:29] Pa°: dovresti amarmi per quella che sono
[13:29] Pa°: una larva
[13:29] Teolo: pensavo ti saresti buttata di più sul divertimento... non venire perchè devi dormire è da vecchi
[13:29] Teolo: è da ieri che non ti amo più

[13:29] Pa°: allora lo vedi, hai sempre delle ottime intuizioni
[13:30] Teolo: mi ha stranito sta cosa...
[13:31] Pa°: come fa a stranirti il fatto che io durante la notte voglia dormire? è assai piu stranente il fatto che la gente di notte giochi a palla.
[13:33] Pa°: quando organizzeranno una 24ore di 12ore sarò la prima a scendere in campo!
[13:33] Pa°: teoloooo
[13:33] Pa°: teolooooooooooooooooooooo

Silenzio.

(nel frattempo in un'altra finestra)

[13:35] Pa°: alpino! infame! ti aspettano le lame!!
[13:35] Pa°: ho appena frantumato il cuore del teolo
[13:36] Alpino: perchè?
[13:36] Pa°: perchè ci ho detto che non vado a fare la 24ore di pallavolo
[13:36] Alpino: ma sei matta ?
[13:36] Alpino: non vai ???

[13:36] Pa°: io pensavo fosse una 24ore in cui giochi, poi vai a dormire e poi riprendi il gionno dopo
[13:36] Pa°: ma questi scemi giocano a palla pure la notte!
[13:37] Pa°: a me gli sport dove non si dorme non mi sono mai piaciuti
[13:37] Alpino: si ma quando non giochi trombi
[13:37] Alpino: non te l'ha detto ?
[13:37] Alpino: se vuoi venire devi andare
[13:37] Pa°: davero??

(segue)

[13:43] Teolo: io continuo ad essere allibito...
[13:43] Pa°: anche io
[13:43] Pa°: [13:37] Alpino: vado a giocare a flipper

 

 

posted by Sireann @ 14:07 - martedì, giugno 19, 2007
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Cicci. Ci vuole cultura. Cicci.

Gomma da masticare a Potenza si dice: caramella a molla.

Ecco, ora siamo tutti un po' più ricchi.

Aggiormenti.

UdP manda messaggi subliminali. Io ho l'understanding di un bradipo drogato quindi non ci capiamo. Forse ci amiamo però. Solo che non capendoci credo che finiremo per l'odiarci. Io nel frattempo gli ho comprato un regalo. Uno di quei cosi che si appendono al cellu e te lo incastrano nelle profondità della borsa/tasca. A forma di cucciolone algida. Il nostro gelato preferito. Se non capitola ora è un UdM e va estinto. Buttato in una vasca di coccodrilli. 
Il mio consulente è in fissa perchè domani va dalla morosa e non è di nessun aiuto. A Teolo non gli si puo' dire niente che risponde: ancora?! ebbasta! è gay, fattene una ragione. (ottimista) L'alpino mi ha chiamata ieri, mi ha chiesto come va e poi è entrato nel tunnellellellè. Caduta linea, ci risentiremo fra un mese circa. Quando fa così, e lui fa sempre così, mi viene voglia di scompagnarlo per sempre. Ma poi mi rendo conto che quantomeno glielo dovrei dire che non è più mio amico, nel caso volesse rimediare ai suoi errori, ma per farlo dovrei chiamarlo. Tunnel, cade linea, mese. Praticamente è l'unica persona con cui - logisticamente parlando - è impossibile litigare.

Dicevamo di UdP. E' in Puglia, a rimirar tette austroungariche. Il messaggio più intelligente che mi ha mandato è un indovinello che testè vi propongo: perchè a Galatina non hanno le caramelle al latte?
Aldilà dell'assoluta infondatezza dell'affermazione (anzi, se avete amici a Galatina vi prego di indagare) vorrei che analizzaste la mia grave situazione sentimentale. Io ho a che fare con persone di siffatta natura, me lo merito? E' perchè da piccola ho fatto cadere mio fratello nel cortile di nonna per vincere la gara di corsa e gli ho rotto un braccio?
Lui però mi ha perdonata. O forse è solo come dice l'alpino (sillabandomelo nell'arco di un anno solare): hai il radar sfasato.
In ogni caso io me lo segno in vista del mio futuro riscatto e me ne sto seduta alla mia scrivania, scrivo cazzate e maledico il signore della pioggia. Stasera c'è il festivalbar in Piazza Duomo e io ho promesso a Nek che ci sarei andata. Odio rimangiarmi le promesse.

La buona notizia è che Lollo, l'avvocheto, parte domani per Stromboli con famiglia al seguito. Una settimana. Sia lodato chi di dovere. Sono due giorni che mi sfracassa le palle perchè Trenitalia gli ha tolto lo sconto del 10% sui biglietti di prima classe anche se rinnova la sua merdacarta executive. Siamo certamente tutti d'accordo che sia assolutamente impensabile e al limite del perseguibile pagare una merdacarta 89 euri annui con l'unico vantaggio di poter poggiare le chiappe in saletta Eurostar mentre aspetti un treno che, con tutta probabilità, si è appena fermato sulla salerno-reggiocalabria. Per sempre. Io Voto Lollo. Però adesso ci ho anche un pochetto da fare, Lollo. E seppur mi stia tremendamente a cuore la triste storia tua e della tua merdacarta non credo di poter passare 8 ore al telefono con una giovane creatura che pure lei ci ha una vita di merda eh. Comunque ve la presento: si chiama Laura, è di Napoli e lavora al call center di Eurostar Club. Fate ciao ciao con la manina.

L'altra buona notizia è che si parla delle mie ferie.
Io almeno ne parlo. Ora ce lo vado a comunicare anche a Lollo, dice una Pao sventolante la sua radiosa nuova cartaclub standard gratuita e ad offerte multiuso.

E si, questo template va decisamente cambiato.

 

posted by Sireann @ 17:18 - venerdì, giugno 15, 2007
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If I get it all down on paper it's no longer inside of me.

Scrivere. A volte sento fisicamente il bisogno di mettere giù tutto quello che mi passa per la testa. Come se scriverlo possa dargli un ordine ben definito. Sono la persona più disordinata del mondo anche nelle idee. Il blog è diventato una grande cassettiera. Ogni post è un cassetto dove tu ripieghi ordinatamente i pensieri. Hai presente quando in Potter Albus Silente si appoggia la bacchetta magica sulla capa ed estrae un pensiero, poi lo mette nella tinozza che ha davanti per riguardarselo più attentamente. Ecco. Io non ho la bacchetta, ho splinder.

E' una settimana che penso ad Andrea. Sia chiaro io ci penso spessissimo ad Andrea. Mi ricordo quando ho detto della sua morte ad Alessio confidandogli che da allora tutta una serie di discussioni, in casa o al lavoro, mi sembravano improvvisamente diventate banali, stupide, inutili. E poi guardavo la gente, seduta in metrò, e pensavo: vi state a preoccupare di così tante cazzate, ragazzi miei, senza rendervi conto di quali sono davvero i dolori per cui vale la pena soffrire. E lui, Alessio intendo, mi disse che sarebbe passata. Che questo senso di futilità, di sciocchezza, che vedevo nelle cose quotidiane sarebbe scemato col passare del tempo, e anche io sarei tornata a incazzarmi per gli stessi identici motivi di sempre.

Forse si, forse no. Fatto sta che da un po' di tempo sento di stare per traboccare. Ho la sensazione di aver accumulato talmente tante cose, di aver vissuto talmente tante situazioni che ora ho bisogno di raccontargliele. Di fare del sano gossip assieme ad uno dei miei più cari amici. Sai quando dici: oh, appena si collega glielo devo troppo dire!
E tu attendi, e quello mica si collega.
Allora lo racconti a Teolo, a M., un po' all'alpino. Ma quando hai finito con loro ti resta sempre quel senso di incompletezza nel cuore. Così pensi : si ma io anche a te lo voglio raccontare. Come faccio?
Allora l'unica cosa che mi è venuta in mente è di andare sulla sua tomba, che lì magari, guardando la pietra, ci riesco a svuotarmi. Perchè, in effetti, tu sei li. Possiamo fare finta che ti sei chiuso nel cesso e io ti racconto i fatti miei da dietro la porta. E' già capitato.
Ecco, ora mi serve solo qualcuno che mi accompagni.

posted by Sireann @ 19:04 - lunedì, giugno 11, 2007
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Quando te ne sei andato da casa mia ho creduto che fossimo stati chiari.
Tu, il Signore del Dubbio, mi hai chiesto di fare "un passo indietro". Avevi paura corressi ma non volevi interrompere questo rapporto così speciale che stava nascendo. Io, ti ho dato un bacio. Non ricordo di aver fatto piani a lungo termine. Mi è sembrato, quindi, scontato informarti che no, non ti avrei mai e poi mai allontanato. Ma che, al contrario, avrei avuto solo bisogno di un attimo per digerire quella punta d'orgoglio che pizzica nello stomaco e poi tranquillo, "amici come prima". Ora mi dici che mentre io "resettavo" tu non "digerivi". E bla bla bla. Stai iniziando una commedia dell'assurdo senza regole.
Io, credimi, non ho niente da perdere.

Vediamo chi è che si tira indietro adesso?

posted by Sireann @ 11:49 - lunedì, giugno 11, 2007
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Sto pensando intensamente alla frase: meglio così.
Insieme a quella: meglio ora che poi.

Deve averle inventate un cagasotto, se ci pensi. Qualcuno che al dopo non ci è arrivato mai. Perchè, se ci rifletti bene, tutti - prima o poi - si ritrovano a pezzi. Voglio dire, che sia ora o che sia poi, non siamo immuni dal dispiacere. Nessuno ha mai detto: meglio morire oggi che fra cent'anni. Pur consapevole che per cent'anni potresti fare una vita di merda. Ma anche no. Perchè in fondo tutti vogliamo vedere dove andiamo a parare, e sì anche nella miseria delle nostre vite. Questo è il motivo per cui i depressi si sentono più vivi dei sani. Perchè la sofferenza e la sensibilità fanno vibrare l'impeto, la passione. E tu in quel momento capisci che tutto questo andrà comunque perso. Prima o poi. E dopo cosa ci resta?
Niente. Un piattume tale che no, non vuoi proprio morire ora. Piuttosto ammazzatemi di due di picche ma che siano sempre e per sempre la conseguenza di baci rubati.

Tanto vale allora attendere il più tardi possibile. E nel frattempo godersi questa vita.
Eppure ci sono persone, moi, che scelgono il presente e mai il futuro. Perchè? E' meno intenso quel dolore ora, davvero? Se sto male adesso, chi mi garantisce che fra un mese non sarà più così? Alzi la mano chi ha mandato tutto a puttane oggi, spatasciato l'uovo e poi ha trovato la gallina domani. E anche aveste trovato la gallina, o il gallo nel mio caso, siamo sicuri che non l'avreste trovato comunque? A prescindere dall'uovo di oggi. Qual è la probabilità che si possa avere sia l'uovo sia la gallina? o nessuno di entrambi.

Così oggi mi ritrovo ad aver scelto di fare economia di sentimenti. Scelto di allontanare una persona meravigliosa per la sottile paura che questa diventi un amore grande. Stupido da parte mia. Perchè vedi io non ce l'ho davvero la palla di vetro. Io non lo so davvero se quella persona, fra un mese, diventerà un grande amore non corrisposto (tears) votato alla sofferenza e al malumore. Ma so per certo che quella persona è splendida e che io ora - nel presente - me la sto perdendo.
Sto perdendo giorni interi in cui ci piacciamo. A scapito di un futuro in cui - forse - non ci piaceremmo più.

Non ho mai realmente capito quale dinamica intercorre fra due persone che si trovano piacevoli ma che scelgono che no, non ora. Cioè, tipo mi piaci ma forse mi piacerai di più fra un mese e allora aspettiamo che quel momento arrivi perchè, oh si, quel momento sarà magico. Non ora, ora è una cazzata. Io invece sulla lunga distanza mi sono sempre persa un po', per questo motivo faccio molta fatica a concepire la questione. Io sono tutto il contrario. Io mi innamoro follemente oggi e fra un mese, al 90%, sto escogitando un piano per come cassarti con grazia. L'eliminazione prima che cominci il gioco non la prendo nemmeno in considerazione. Spreco di tempo. Mancanza di vere, plausibili, motivazioni.

Dicono che: a volte basta un attimo, altre non basta una vita intera.
E ancora (grazie Teolo, prego M., la smettete?!): per far innamorare non basta niente ed è sufficiente una cosa qualunque.


Aggiungerei, la vita è tutta un quiz. La cui risposta è una canzone che fa più o meno così: e cicabum, cicabum.

posted by Sireann @ 12:07 - martedì, giugno 05, 2007
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Lui aveva l'aereo per Roma alle 16.00 in punto. A dirla tutta la voglia di partire stava passando da quando l'aveva rivista per parlarle di ciò che era successo due sere prima.
Lei lo sapeva perfettamente quello che era successo. Mica le servivano ulteriori spiegazioni.
Un paraculo come pochi si era affacciato alla sua vita e ora voleva uscirne pulito. Ruffiano e vigliacco. E bellissimo, poco da dire.
Ma poche parole in croce non potevano bastare a catapultarla indietro nel tempo.

E' una stronza, aveva pensato, una di quelle che ti rubano attimi di vita mentre tu mastichi le nuvole, e poi se li portano via lasciandoti con un pugno di mosche in mano.
Com'è che da quel giorno aveva iniziato a fare cose che mai - mai - si era aspettato di fare?
Per colpa di quella strega. Così, una volte per tutte, aveva voluto mettere le cose in chiaro.
Mi piaci, certo sei bella, ma stai molto attenta. Io non ci casco, ragazzina. Io non li voglio quei baci dolci. Non credere che bastino due occhi grandi a farmi cedere come il più stronzo dei maschi. Dovrai passare sul mio corpo, beh, cioè no. Hai capito, ragazzina?

Figurarsi se quella stronzetta gli dava davvero retta. Lo sapevano anche i muri che non era capace di stare ferma un attimo e rispettare le decisioni, discutibili sissìgnore, di un uomo che, stranamente, le interessava non poco.
Allora via, o con me o contro di me. E, di solito, quando te la mettevi contro, ne uscivi più che sconfitto. Perdente. Ed era lei che perdevi, per tua stessa mano.

L'aereo delle 16.00 in punto partì e Roma sembrava meno bella quella sera.
Lei aspettava che la solitudine dell'uomo facesse il suo corso. Perchè un uomo solo è l'essenza della fragilità, della paura e del dolore. Così sapeva che abbandonarlo ai suoi pensieri, senza la più misera attenzione, sarebbe stato l'unico modo per farlo ragionare. Su cosa esattamente, non era dato saperlo. Ma un uomo - solo - che pensa, non può che pensare a una donna. E nella fattispecie, a lei.

posted by Sireann @ 18:05 - domenica, giugno 03, 2007
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